Dirigenti PA tra mobilità e licenziamenti

di Teresa Barone

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La riforma della PA tocca da vicino i top manager pubblici: via libera ai licenziamenti e abolizione dei livelli.

Si delineano in maniera sempre più definita le linee guida della riforma della Pubblica Amministrazione annunciata dal Governo Renzi, novità che riguardano da vicino le cariche dirigenziali e, soprattutto, i benefici goduti finora almeno per quanto riguarda la longevità e sicurezza degli incarichi.

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Sarà probabilmente un disegno di legge a varare nel dettaglio le misure della riforma nel corso del Consiglio dei Ministri del prossimo 13 giugno, tuttavia dal Premier arrivano nuovi particolari volti a tracciare i contorni della riforma del pubblico impiego:

«Siamo oggi molto lieti di poter offrire all’attenzione un ulteriore tassello della sistematica operazione di cambiamento del paese e che sta rispettando tutte le scadenze che ci siamo autoimposti per arrivare ad oggi con la proposta del governo sulla riforma della Pubblica Amministrazione».

Per quanto concerne i dirigenti, sarà possibile licenziare i funzionari che restano privi di incarico oltre un termine prestabilito. Potrebbero inoltre essere abolite le divisioni tra prima e seconda fascia con l’introduzione di un modello unificato della dirigenza, mentre a subire una riorganizzazione sarebbero anche le scuole di formazione attive al momento.

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Nei progetti del Governo anche la nuova applicazione di criteri meritocratici per stabilire le retribuzioni dirigenziali.

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