Quando è il fisco a pagare

di Teresa Barone

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Non sempre il fisco ha ragione e spesso i contribuenti riescono a dimostrare la propria buona fede: ma a che prezzo?

Contribuenti accusati erroneamente di evadere il fisco, o di altre irregolarità, che riescono a dimostrare la propria buona fede: questa condizione accade più spesso di quanto si possa pensare, stando almeno ai dati resi noti recentemente dal Ministero dell’Economia.

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Il dicastero ha infatti messo nero su bianco le cifre relative ai contenziosi tra i cittadini (aziende comprese) e l’amministrazione fiscale nei primi tre mesi dell’anno.

Nel corso del 2013 sono stati presentati 250mila ricorsi fiscali da parte degli imprenditori attivi nella penisola, mentre tra gennaio e marzo 2014 i contribuenti hanno collezionato vittorie contro il fisco per 3,6 miliardi di euro.

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Sono importi considerevoli, cifre elevate e sorprendenti non meno degli altri numeri che caratterizzano le dinamiche dei ricorsi fiscali: la battaglia tra un imprenditore e il fisco può protrarsi per 865 giorni (per dimostrare la propria “innocenza” è spesso necessario arrivare fino all’ultimo grado di giudizio, in Cassazione), lasso di tempo che fa lievitare i costi delle spese legali e le parcelle da versare agli avvocati.

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