

Se un dipendente si assenta a lungo durante il periodo di prova, il datore di lavoro è legittimato a procedere con il licenziamento.
=> Scopri le novità del Jobs Acts
Lo ha affermato la Corte di Cassazione con la sentenza n. 20368 emessa il 26 settembre 2014, disposizione riferita a un lavoratore assunto con contratto a tempo parziale e con patto di prova della durata di due mesi.
=> Leggi perché insultare il dirigente non porta al licenziamento
Il lavoratore, a causa di un incidente extra lavorativo, è rimasto inattivo a lungo ma a sollecitare la decisione dell’azienda è stato soprattutto il suo rifiuto a sottoporsi alle visite di controllo previste dal datore di lavoro, un comportamento che ha portato all’esonero dal servizio per “mancato superamento della prova” stessa.
=> Scopri tutta la normativa sui licenziamenti
La motivazione alla base del licenziamento – vale a dire la prolungata assenza ingiustificata dal servizio (circa trenta giorni) – è stata quindi giudicata come idonea da parte della Suprema Corte, che non ha invece contestato la normativa secondo la quale la malattia non sospende il periodo di prova.