Welfare: rivoluzione buoni pasto

di Teresa Barone

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Aumenta la deducibilità dei buoni pasto elettronici: più risorse a fine mese, più consumi e meno evasione fiscale.

Novità in arrivo per i buoni pasto elettronici concessi dalle aziende ai lavoratori: la Legge di Stabilità stabilisce un aumento della deducibilità da 5,29 euro a 7 euro, consentendo un incremento del potere di acquisto dei dipendenti fino a 34 euro mensili. 

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Un vantaggio sia per le aziende sia per i lavoratori, come sottolinea un’indagine condotta da Sodexo e Università Bocconi di Milano. Per ciascun euro aggiuntivo di deducibilità fiscale del buono pasto viene generato un aumento dello 0,1% del PIL: lo studio mette in evidenza la nuova dinamica, ribadendo tuttavia come i buon pasto siano utilizzati ancora relativamente poco in Italia nonostante siano deducibili al 100% per le aziende, incrementando di 1100 euro netti lo stipendio dei dipendenti.

A illustrare i vantaggi delle nuove regole (che entreranno in vigore dal 1 luglio 2015) è Marco Causi, primo firmatario dell’emendamento:

«Si tratta di un intervento che porterà con certezza più consumi e meno evasione fiscale. La soglia esentasse dei buoni pasto era ferma da quindici anni a 5,29 euro l’aumento di 1,71 euro al giorno equivale a circa 400 euro all’anno in più di reddito netto disponibile per la spesa alimentare di ogni lavoratore beneficiario. Si tratta di 2,3 milioni di lavoratori, e quindi di una misura che si intreccia in modo coerente all’obiettivo prioritario del Governo di sostenere la domanda interna di consumi. Le stime indicano un aumento potenziale di 500 milioni di consumi alimentari, con un impatto positivo, anche sul piano occupazionale, per il settore del commercio e dei pubblici esercizi.»

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