Sanità: deroga all?esclusività con il Ssn per i dirigenti

di Francesca Vinciarelli

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Il doppio binario per dirigenti ed impiegati pubblici sull'indennità di esclusività e le prime stime Smi sui medici coinvolti.

Ad oggi Oggi per i dirigenti sanitari è ancora possibile esercitare attività private al di fuori del Ssn pur avendo in essere un contratto da dipendenti pubblici. I dirigenti sanitari, dunque, risultano esenti dalle pesanti sanzioni previste in caso di violazione del principio di esclusività e fedeltà preveisti dal rapporto di pubblico impiego con l’obiettivo di combattere il conflitto di interesse.

Negli anni si è evidenziata la tendenza da parte della legislazione a diventare sempre più severa sul doppio lavoro esercitato dal pubblico dipendente, punibile anche con il licenziamento. Di contro però si è assistito ad una sostanziale liberalizzazione per la dirigenza, che secondo l’opinione maggiormente diffusa dovrebbe invece essere quella maggiormente sottoposta all’esclusività.

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Ad essere interessati dall’indennità di esclusività, secondo le stime elaborate dal centro studi dello Smi, sono circa 34 mila medici. Nel complesso, sono state calcolate oltre 13.200 professionisti con 15 anni di anzianità che avrebbero ottenuto un salto su base annua di 3.690 euro, mentre per 20.800 medici con anzianità inferiore a 5 anni al 31 dicembre 2010 nel 2015 potrebbe scattare un bonus individuale di 7.600 euro su base annua.

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Il vice segretario nazionale Smi, Gianfranco Rivellini sottolinea:

«La lettura combinata con le precedenti disposizioni sul contenimento della spesa pubblica (la legge n. 122 del 30 luglio 2010, il Dpr 4 settembre 2013, la legge di stabilità 2014, n. 147 del 27 dicembre 2013), hanno portato alla proroga del blocco della contrattazione economica per tutto il 2015 (art. 1 comma 254) senza eccezione per i medici convenzionati con il Ssn e prorogata fino al 2018 l’indennità di vacanza contrattuale, tuttavia congelata nell’importo maturato al 31 dicembre 2013 (art. 1 comma 255, che modifica l’articolo 1, comma 452, della legge 27 dicembre 2013, n. 147).

Ma in questa giungla di articoli – precisa Rivellni – ecco una boccata di ossigeno per i professionisti del Ssn: salva, finalmente, la progressione dell’indennità di esclusività al maturare dei 5 e 15 anni per medici e veterinari dirigenti (grazie al comma 256, che espressamente proroga a tutto il 2015 le disposizioni di cui alla legge 122 del 2010 – art. 9, comma 21-, anche se limitatamente al primo e secondo periodo, che non riguarda il personale dirigente contrattualizzato).

Il centro Studi Smi sulla base del conto annuale 2010 della Ragioneria dello Stato, stima in non meno di 13.200 i dirigenti medici e veterinari che potranno avvalersi dal 2015 del bonus 15 anni di esclusività di rapporto, per un salto pro capite di euro 3.690 su base annua. Ugualmente sono non meno di 20.800 i medici e veterinari che al 31 dicembre 2010 erano collocati nella fascia di anzianità tra 0-5 anni. Per loro, in larga misura, nel 2015 può scattare, ove non già percepito, il bonus individuale pari ad euro 7.600 su base annua».

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Conclude Rivellini:

«Sono già pronte e azioni dello Smi, aderente alla Federazione Veterinari e Medici, per il recupero celere dell’adeguamento economico».

 

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