Fisco: tenore di vita superiore al reddito

di Teresa Barone

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Cosa dice la Cassazione in merito agli accertamenti fiscali sui contribuenti che vantano un tenore di vita superiore al reddito dichiarato.

Con una recente sentenza, la Corte di Cassazione ha chiarito la dinamica che vede coinvolti da un lato l’Agenzia delle Entrate e dall’altro un contribuente “reo” di aver dichiarato un reddito inferiore al tenore di vita effettivamente sostenuto.

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In questi casi, come sottolinea la sentenza 8043 del 29 marzo 2017, l’accertamento fiscale non può essere contestato o allunato a meno che il cittadino non riesca a dimostrare che le risorse spese derivino da redditi esenti dalle tasse, come potrebbe essere una somma di denaro vinta al gioco o ricevuta in regalo, oppure dallo smobilizzo di investimenti.

Solo tenendo traccia di queste risorse è possibile evitare l’accertamento fiscale effettivo, risultante a sua volta da una analisi condotta dal Fisco attraverso il redditometro e finalizzata a individuare solo le disparità superiori al 20%tra quanto speso e quanto dichiarato. Il contribuente, per difendersi, deve sempre fornire una precisa documentazione mentre non è sufficiente avvalersi semplicemente di prove testimoniali.

Il Fisco, quindi, è tenuto a verificare che i redditi non dichiarati siano stati effettivamente utilizzati per effettuare acquisti di beni o servizi che hanno sollevato il tenore di vita.

Fonte immagine: Shutterstock

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