Periodo di prova: quanto dura realmente?

di Teresa Barone

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Tre mesi di prova sono troppi: per capire se un dipendente è valido o meno occorre poco tempo.

La prima impressione è determinante, soprattutto per chi inizia un nuovo lavoro e deve farsi notare positivamente. Se la durata standard del periodo di prova in molte aziende è pari a tre mesi, i datori di lavoro hanno bisogno di molto meno tempo per farsi un’idea della nuova risorsa.

=> Licenziamento durante il periodo di prova

Lo sostiene una nuova ricerca promossa da Roert Half, indagine che sottolinea come più del 60% dei dirigenti intervistati ritenga che i dipendenti debbano dimostrare il loro valore in molto meno tempo.

Solo il 10% dei datori di lavoro ha affermato di attendere fino a un anno per confermare la validità di un neo-assunto. Tenendo conto di queste percentuali, per i candidati che aspirano a entrare a far parte del “team” aziendale è fondamentale fare un’ottima prima impressione, cercando anche di carpire più informazioni possibili in fase di colloquio per conoscere al meglio il gruppo e cercare di soddisfare rapidamente il proprio responsabile.

Da Robert Half arrivano anche alcuni consigli per lasciare il segno in poco tempo, rivolti ovviamente ai nuovi dipendenti:

  • iniziare presto ogni giorno;
  • non ostentare le proprie conoscenze;
  • chiedere aiuto per apprendere e acquisire conoscenze nuove;
  • dire grazie mostrando di apprezzare un aiuto e un consiglio;
  • evitare di pretendere troppo fin da subito, rimandando eventuali richieste da fare al capo;
  • evitare di isolarsi.