La Bocconi gioca con il business dell’alta cucina

di Barbara Weisz

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Parte oggi una sfida online per i manager, presenti e futuri, dell'industria dell'alta gastronomia. E anche la Triennale si occupa di chef e manager

Un case study ambientato nell’industria dell’alta gastronomia per mettere alla prova abilità analitiche, manageriali e imprenditoriali. È il business game internazionale organizzato dalla Bocconi per chi aspira a dirigere o a intraprendere un’attività nel campo dell’industria alimentare. La sfida, individuale e aperta a tutti, parte oggi e si conclude il primo giugno.

Ai 15 vincitori, l’ateneo offre la partecipazione gratuita a un corso intensivo di due gionate “Fine food and beverage industry: learning from leaders” per conoscere i trend del settore e apprendere i segreti di strategia, pianificazione e branding.

Le iscrizini sono aperte online. Ai partecipanti non viene fornito alcun dettaglio sul caso da sviluppare prima del login in. Si potrà giocare una sola volta, con due ore disponibili per sviluppare il business case, in inglese. Il punteggio finale sarà basato per il 70% sulla qualità delle risposte e per il 30% sulla velocità. «Ai partecipanti sarà chiesto di dimostrarsi fortemente orientati al business e particolarmente sensibili alle caratteristiche principali del settore dell’alta gastronomia», spiega Massimiliano Bruni, direttore del Master in food and beverage management della Bocconi, che prosegue: «questa sfida metterà alla prova la loro abilità a diventare manager e imprenditori dell’industria che ha delle caratteristiche uniche e particolari».

Dunque, vinca il migliore. Il premio, ovvero la due giorni di corsi, è previsto per il 13 e 14 luglio alla Sda Bocconi: un programma intensivo con lezioni, testimonianze di importanti manager del settore e una visita a un’azienda italiana leader.

L’iniziativa fa parte del progetto “Milano Summer School” promosso dal Comune che coinvolge una serie di università e scuole nell’organizzare per l’estate corsi di studio e formazione internazionali. Per usare un gioco di parole, una ghiotta occasione per chi aspira a una carriera manageriale nell’alta cucina. Fra l’altro, si tratta di un settore chiave per il Made in Italy, che istituzioni ed esperti ritengono abbia notevoli margini di crescita nel mondo.

Sempre oggi, alla Triennale di Milano, si svolge il secondo di una serie di quattro incontri dell’iniziativa “Dalle stelle al firmamento. La cucina italiana e la sfida della crescita”, organizzati dal dipartimento di Management della Bocconi e da quello di Scienze Aziendali dell’Università di Bologna e coordinati dai due ideatori, i docenti Massimo Bergami e Severino Salvemini.

Un ciclo di conferenze per far incontrare i più importanti chef italiani con economisti, studiosi di management, imprenditori, e discutere delle potenzialità di un settore che vive una stagione positiva con riflessi in diversi comparti (la ristorazione classica, il turismo, il mondo del vino, l’agroalimnetare, la cultura). Alcuni spunti di dibattito: ci sono in Italia grandi esempi di innovazione in cucina, non sempre accompagnata da uguali cambiamenti nella pratica manageriale. Si può pensare a forme di replicazione dei ristoranti italiani più famosi, come accade per altri brand internazionali?

Oggi, il tema è “fra pop art e crescita industriale”. Gli altri appuntamenti sono fissati per i prossimi due lunedì, 24 e 31 maggio.

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