Nokia, il canadese Stephen Elop al comando

di Barbara Weisz

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Il top manager, nominato oggi Ceo del produttore finlandese, viene da Microsoft, dove guidava la divisione business. Si insedierà il 21 settembre

Per la prima volta nella sua storia, ultracentenaria, Nokia ha un Ceo che non è finlandese. È di oggi la nomina a numero uno del gigante dei telefonini di Stephen Elop, in sostituzione di Olli-Pekka Kallasvuo.

Il nuovo amministratore delegato è canadese, e conosce molto bene il mercato americano visto che arriva da Microsoft. Dunque, porta a Helsinki un mix di internazionalità e competenze specifiche di settore che potrebbe essere, ed evidentemente lo è secondo il board che lo ha scelto, la giusta ricetta per contrastare l’agguerrita concorrenza dei grandi rivali, Apple, Research in Motion e Google in primis, che negli ultimi anni hanno rosicchiato quote di mercato nel settore degli smartphone e dei servizi Internet. 

«È il momento giusto per accelerare il rinnovo della compagnia», spiega il chairman Jorma Ollila, per promuovere una nuova leadership «con differenti competenze e punti di forza per guidare il successo della compagnia» e il board «ritiene che Stephen abbia la giusta esperienza industriale e le competenze manageriali per realizzare il pieno potenziale di Nokia».

Il nuovo Ceo a sua volta si dichiara «estremamente soddisfatto di diventare parte di un team dedicato a rafforzare la posizione di Nokia come indiscusso leader del settore della telefonia mobile» e definisce il gigante finlandese un’azienda con «una posizione globale unica» e un «grande brand».

Elop, fino a oggi capo della divisione business di Microsoft, diventerà operativo in tempi mlto brevi, a partire dal prossimo 21 settembre. Ingegnere, specializzato in management, 46enne, prima di raggiungere Microsoft nel 2008, era Chief Operating Officer in Juniper Networks, e prima ancora ha passato diversi anni nella Silicon Valley, dove vanta un’esperienza di sette anni come Ceo di Macromedia, acquistata da Adobe nel 2005.

Lo aspetta un compito difficile, quello di riposizinare il colosso finlandese dopo qualche anno in cui in particolare in alcuni settori come quello degli smartphone più che dettare i trend del mercato è stato costretto a seguirli. Il suo predecessore, Kallasvuo, da trent’anni in azienda, lascia anche il cda mentre resterà nel board di Nokia Siemens Networks in una posizione non esecutiva. Prende una liquidazione intorno ai 4,6 milioni di euro.