Affrontare un pranzo di lavoro: consigli

di Teresa Barone

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Come prepararsi per un pranzo di lavoro che potrebbe decretare l?assunzione o un avanzamento di carriera? Ecco le regole per non sbagliare.

Partecipare a un pranzo di lavoro può creare non poche ansie, soprattutto se si tratta della prima occasione o, ancora peggio, se dall’esito dell’incontro dipende una promozione o un’assunzione.

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Non è raro, infatti, essere chiamati a partecipare a un incontro seduti a tavola anche nel corso di una selezione del personale, ma qualsiasi sia il motivo del pranzo d’affari è bene rispettare alcune regole base per evitare brutte figure e tenersi lontani da spiacevoli inconvenienti, soprattutto se il proprio comportamento viene valutato da un potenziale datore di lavoro.

Il primo errore da evitare è quello di arrivare in ritardo, mostrando poca professionalità e poco rispetto per i commensali. Se si arriva in anticipo, invece, il bon ton suggerisce di attendere l’altra persona (o le altre persone) fuori dal ristorante e comunque vieta di ordinare in sua assenza.

È preferibile, inoltre, evitare di usare il telefono durante il pranzo, così come leggere la posta o consultare il proprio smartphone. Prima di affrontare l’incontro è bene ripassare le regole del bon ton a tavola (tovagliolo sulle ginocchia, niente gomiti sul tavolo, e via dicendo).

Non cedere alla tentazione di ordinare pietanze che potrebbero creare qualche disagio, meglio accontentarsi di piatti semplici e non in grado di creare imbarazzo. Per quanto riguarda le bevande, invece, ordinare un drink solo se è l’interlocutore a suggerirlo, evitando di fare la prima mossa.

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Gli esperti di buone maniere, infine, ricordano la regola del “sale e pepe”: mai aggiungere sale o pepe alle pietanze prima di assaggiarle, un atteggiamento che sembra indicare una certa presunzione e l’incapacità di pazientare saltando subito alle conclusioni. 

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