Donne a capo di aziende? Mai in coppia

di Teresa Barone

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Per le donne che guidano un?azienda fianco a fianco con il coniuge ci sono poche possibilità di esercitare la propria leadership.

Le donne in procinto di avviare un’attività imprenditoriale o di occupare una posizione apicale ai vertici di un’azienda non traggono beneficio dalla presenza maschile, soprattutto se devono condividere la gestione con il proprio marito o compagno.

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Una ricerca condotta da un team di sociologi dell’Università del Nord Carolina parla chiaro, affermando che le donne hanno meno probabilità di guidare un’azienda se il nuovo “business” prevede una gestione di coppia.

Secondo  Tiantian Yang, tra gli autori dello studio sostenuto dalla Fondazione Kauffman e pubblicato nella “American Sociological Review”, la ricerca è in grado di migliorare la consapevolezza delle condizioni che spesso limitano l’accesso al potere delle esponenti del sesso debole, aiutando tuttavia a capire quale strada intraprendere per migliorare questa condizione femminile aumentando le possibilità che le donne raggiungano posizioni di autorità.

L’indagine, che si  basata sull’analisi di un campione di aziende in fase di avvio e prevalentemente guidate da coniugi, offre una spiegazione a questo tipo di diseguaglianza di genere che si verifica ai vertici delle aziende a gestione “familiare”: «Quando marito e moglie lavorano insieme portano con loro le aspettative culturali relative alla figura del capofamiglia maschio e al ruolo della donna casalinga.»

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Una situazione che si verifica in misura minore se alla base della gestione comune vi è un accordo formale sancito nero su bianco, un modello organizzativo studiato a priori e basato su un business plan preciso che definisca i ruoli.

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