Email di lavoro fuori orario: perché no?

di Teresa Barone

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Con i dispositivi elettronici sempre connessi si finisce per lavorare sempre e dovunque, ma ai dipendenti non dispiace?

Smartphone, tablet e pc usati di notte saranno anche potenzialmente dannosi per sonno e salute, ma i lavoratori sembrano apprezzare sempre di più la possibilità di rimanere connessi sempre e non perdere il contatto con l’ufficio ventiquattro ore su ventiquattro.

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Lo rivela una recente ricerca promossa da Gallup, società di ricerca e consulenza manageriale, e condotta su 3865 lavoratori statunitensi occupati a tempo pieno. Per l’80% degli intervistati, infatti, l’utilizzo dei dispositivi tecnologici fuori dalle mura dell’ufficio rappresenta un vantaggio e un’opportunità di crescita professionale.

Più del 85 per cento dei dipendenti interpellati, ad esempio, è soddisfatto della possibilità di monitorare il flusso di email da casa, un’attività alla quale si dedicano soprattutto gli appartenenti alla categoria dei “Millennials” o comunque i lavoratori in possesso di un titolo di studio di alto livello.

Per quanto riguarda le differenze tra i due sessi, invece, le donne sembrano mano interessate a sfruttare la tecnologia fuori dall’orario di lavoro, mantenendo una maggiore distanza rispetto ai colleghi uomini.

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Coloro che non riescono a staccare la spina e ammettono di controllare frequentemente la propria casella di posta anche fuori dall’ufficio, inoltre, trascorrono circa dieci ore di lavoro settimanali operando in remoto, impegno (non retribuito) che si aggiunge alla tabella di marcia quotidiana pagata regolarmente.

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