Aziende a caccia di privacy officer

di Teresa Barone

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Anche in Italia cresce la richiesta di professionisti nella tutela dei dati personali, i privacy officier.

Due aziende italiane su tre cercano privacy officier, figure professionali sempre più indispensabili per gestire e garantire la tutela dei dati personali all’interno delle imprese stesse, facendo in modo che non si compiano violazioni della normativa vigente e, soprattutto, evitando pesanti sanzioni in caso di inosservanza delle regole.

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Se in 15 Stati dell’Europa il privacy officier rappresenta una risorsa obbligatoria per le aziende, anche nella Penisola  cresce il fabbisogno di esperti in materia di privacy: ad affermarlo è Federprivacy, l’associazione professionale iscritta presso il Ministero dello Sviluppo Economico alla quale fanno capo i privacy officer certificati a livello internazionale grazie alla collaborazione con l’ente tedesco TÜV Examination Institute (la certificazione si basa sulla Norma ISO 17024).

«Anche se il numero degli esperti di data protection è da noi ancora basso, il fabbisogno va però verso un vero e proprio exploit con l’economia digitale su cui punta tutta l’Ue, e quella del privacy officer è una professione destinata ad affermarsi in breve tempo anche in Italia, così come è accaduto già nelle nazioni di mezza Europa che invece l’hanno già prevista nelle loro normative nazionali senza aspettare il nuovo regolamento, nel cui testo che attende di essere approvato questa figura è resa obbligatoria per tutte le pubbliche amministrazioni e per migliaia di aziende che trattano ingenti moli di dati personali.»

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