Country manager addio

di Chiara Basciano

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Diminuiscono i poteri del Country manager, un trend dettato dalla crisi

Innovazione, brand strategy e marketing, ma anche capacità di gestire un team e di conoscere approfonditamente una cultura diversa dalla propria. Sono sempre state queste le caratteristiche del Country manager. Ma qualcosa sta cambiando prendendo una direzione preoccupante per la carriera di questa figura.

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Le grandi aziende infatti tendono ad accorpare diverse aree tagliando quindi manager e suddividendo le zone di interesse in macro aree.  Ne deriva non solo una diminuzione del potere del Country manager, che si sente declassato, ma un taglio netto di molti posti di lavoro. Evidenzia il problema anche Cristina Spagna, Managing Director di Kilpatrick «Più che di Country Manager oggi si parla di capi di una funzione aziendale che sempre di più vengono investiti di responsabilità relativamente a un cluster di Paesi a seconda della geografia organizzativa aziendale. Il capo funzione viene scelto per fare da collante fra la casa madre che prende le decisioni strategiche per il gruppo ed i singoli Paesi che operativamente mettono in pratica le scelte a livello operativo. È sicuramente un trend di tipo organizzativo volto a effettuare sinergie fra Stati e al contenimento dei costi».

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E sono appunto la crisi e la volontà di risparmiare a rendere questa tendenza globale. Molte storie di successo sono basate proprio sulle capacità del singolo Country manager e questo stato di fatto potrebbe a lungo andare diventare controproducente.