Il co-working in viaggio

di Chiara Basciano

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Cresce la richiesta di veri e propri co-working all?interno delle strutture alberghiere

Una tendenza che si sta sviluppando in molte città, il co-working piace non solo per esigenze economiche ma anche per la possibilità di condividere spazi e idee in maniera fruttuosa. Un tipo di organizzazione che viene sempre più richiesta anche durante le trasferte di lavoro.

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Secondo quanto rilevato da HR – The Hotel Solutions Provider, infatti sono sempre di più i manager attenti ai servizi offerti dalle strutture alberghiere. I travel manager infatti prediligono luoghi in cui sia possibile lavorare grazie alla presenza di wi fi (richiesta dall’85% dei viaggiatori business) e postazioni appositamente pensate per loro (necessarie per l’80,2%). Co-working all’interno degli alberghi, quindi, capaci di offrire anche la possibilità di tenere riunioni nel posto stesso in cui si risiede momentaneamente.

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Sono in pochissimi a preferire un lavoro solitario, in camera, mentre viene vista con interesse la possibilità di far gravitare la vita lavorativa all’interno dell’albergo. Questo causa meno stress, non dovendo affrontare spostamenti in città sconosciute e permette di creare relazioni tra colleghi di tutto il mondo.

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Ma i travel manager guardano anche al proprio benessere e strutture quali spa e palestre sono molto apprezzate. Come sottolineato da Fulvio Origo di HRS Italia «Con trasferte sempre più lunghe cambiano anche i servizi richiesti. I viaggiatori d’affari effettuano scelte sempre più consapevoli e chiedono strumenti che permettano di ottenere la maggiore flessibilità, velocità, semplicità e comfort possibile». Secondo i dati Istat la media del viaggio si è allungata e si aggira attualmente intorno ai 3,5 giorni, da qui nasce l’esigenza di curare il business travel in ogni dettaglio.

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