Donne, scienza e differenze di genere

di Teresa Barone

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Poche donne occupano ruoli di prestigio in ambito scientifico: la ricerca L'Oreal.

In Europa il 67% dei cittadini pensa che le donne non possano occupare posizioni di prestigio  in ambito scientifico, contrariamente a quanto accade per gli esponenti del sesso forte.

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Una percentuale che denota l’esistenza di stereotipi ancora fortemente radicati, emersa dallo studio internazionale #Changethenumbers promosso dalla Fondazione L’Oreal in collaborazione con OpinionWay e volto a illustrare e comprendere i meccanismi che si celano dietro le difficoltà incontrate dall’universo rosa nell’intraprendere una carriera in campo scientifico.

Se solo il 30% dei ricercatori è donna, una percentuale ancora minore, pari all’11%, caratterizza la presenza femminile nei ruoli accademici più prestigiosi. Ammonta invece al 63% la fetta di intervistati che vorrebbe vedere aumentare il numero di donne insignite del Premio Nobel, conquistando l’effettiva parità tra i due sessi.

Una situazione messa in evidenza anche da Elizabeth Blackburn, vincitrice del L’Oréal-UNESCO Award For Women in Science e premiata con il Premio Nobel per la medicina nel 2009:

«Io stessa ho dovuto superare i pregiudizi nel corso della mia carriera, pertanto ritengo molto importante partecipare a questo movimento fondamentale per superare le barriere di genere.»

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