Jobs Act e buoni lavoro, la parola ai manager HR

di Teresa Barone

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I manager HR promuovono il contratto a tutele crescenti ma bocciano i voucher: indagine Aidp.

Quale riscontro stanno avendo le novità del Jobs Act sull’occupazione nella penisola? Un sondaggio condotto da Aidp, l’Associazione per la direzione del personale, ha monitorato le opinioni di un campione di più di 20mila manager HR.

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Un’opinione positiva è emersa per quanto riguarda il contratto a tutele crescenti, mentre la misura dei voucher non viene valutata con altrettanto ottimismo.

Se per il 52% dei manager le tutele crescenti rappresentano una risorsa per migliorare l’occupazione, i voucher non vengono usati correttamente per il 76% degli intervistati e una percentuale ancora maggiore, pari al 79%, ammette di preferire il contratto a tempo determinato.

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Come commenta Isabella Covili Faggioli, presidente nazionale Aidp:

«La stragrande maggioranza dei manager Hr pensa che usare i buoni lavoro nell’attività ordinaria dell’azienda sia biasimevole e porti a una concorrenza sleale nel business. C’è dunque alla base una scelta etica. Gli strumenti di legge, se applicati nel rispetto di determinati valori, consentono di portare e di trattenere professionalità in azienda, per far crescere il business.»