Troppi SMS da cellulare aziendale, licenziato!

di Alessandro Vinciarelli

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L'utilizzo improprio degli strumenti resi disponibili dalla azienda per la quale si lavora può causare il licenziamento. Lo conferma la Corte di cassazione, sentenziando il caso di un lavoratore che aveva mandato 50.000 sms

Molte imprese mettono a disposizione dei dipendenti strumenti di supporto come il cellulare aziendale, con l’obiettivo di migliorare la qualità del lavoro. Pertanto è indispensabile farne uso con attenzione, senza approfittarne. Tuttavia, c’è chi non rispetta queste semplici regole, finendo sul banco degli imputati e rischiando il posto di lavoro.

Un recente caso esemplare è il dipendente Telecom avviato a procedura di licenziamento per invio “improprio” di 50.000 SMS da cellulare aziendale.

Nello specifico, il lavoratore aveva inviato i messaggi per “assicurare al destinatario i vantaggi dell’autoricarica“, contravvenendo dunque alle regole aziendali. La SIM Card resa disponibile doveva essere infatti destinata ad uso lavorativo e non consentiva in alcun modo un uso personale.

A confermare il licenziamento ci ha pensato la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5546 della Sezione Lavoro che, a fronte del danno per l’azienda stimato in 6.000 euro ha considerato giusto il provvedimento adottato.

Non sono state quindi concesse le attenuanti della buona fede, e poco importa se la violazione del lavoratore non era avvenuta utilizzando il traffico telefonico ma semplici messaggi di testo.

La Cassazione ammette che non è il è danno economico a motivare la causa di licenziamento ma, questa volta, la perseveranza nel violare le regole. In altri casi analoghi la sanzione del licenziamento non era giunta a conclusione ma, nella fattispecie, circa 100 SMS al giorno dal 2000 al 2001 non potevano passare inosservati”

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