Spese di rappresentanza: deducibilità solo senza dipendenti

di Alessandro Vinciarelli

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La circolare 34/E descrive le innovazioni della finanziaria sulle spese di rappresentanza in azienda. Requisiti, inerenza e congruità. Niente dipendenti coinvolti e niente più forfettario

La circolare 34/E dell’Agenzia delle Entrate ha finalmente chiarito le novità dell’ultima finanziaria in materia di deducibilità dal reddito d’impresa delle spese di rappresentanza.

Innanzitutto, i criteri per ottenere l’esenzione fiscale: solo le spese non pubblicitarie (quindi gratuite) e finalizzate alla promozione di prodotti e servizi aziendali, oppure necessarie alla realizzazione delle reti di conoscenze e pubbliche relazioni.

Sono compresi quindi feste, ricevimenti, eventi di intrattenimento e anche viaggi, ma non nel caso in cui i partecipanti siano solo dipendenti dell’impresa perchè in questo caso l’evento non verrà considerato come significativa attività promozionale”.

In ogni caso il costo intrinseco dell’organizzazione dovrà essere ragionevole, in funzione degli obiettivi economici e del settore in cui l’impresa sviluppa il suo business.

Il periodo d’imposta di partenza del provvedimento si riferisce al 31 dicembre 2007, mentre per i precedenti rimangono valide le regole vigenti nel periodo di riferimento.

Le nuove disposizioni annullano la possibilità di deduzione forfettaria di un terzo delle spese, suddivisa in misura uguale nei quattro anni successivi, introducendo una ripartizione in funzione dei ricavi dichiarati nel periodo d’imposta in cui vengono effettuate le spese di rappresentanza.

In particolare, i plafond di deducibilità corrispondono all’1,3% dei ricavi fino a 10 milioni di euro, allo 0,5% per la parte compresa tra 10 e 50, allo 0,1% per la porzione che supera i 50 milioni.