Rifiuti hi-tech: per produttori e distributori scatta l’obbligo di ‘differenziare’

di Redazione PMI.it

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In G.U. il decreto ministeriale RAEE per lo smaltimento ecologico delle apparecchiature elettroniche dismesse: dal I° gennaio 2008 'chi inquina paga'

A chiusura di un iter legislativo durato anni, con la pubblicazione odierna in Gazzetta Ufficiale entra in vigore il decreto ministeriale che regola le procedure di smaltimento dei rifiuti hi-tech, il cosiddetto “Decreto RAEE“.

Produttori e distributori avranno tempo fino al 31 dicembre 2007 per mettersi in regola con le disposizioni del nuovo sistema per la raccolta differenziata dei rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE).

Si tratta di tutti quei computer, cellulari e dispositivi hardware di vario genere che, una volta divenuti obsoleti nei nostri uffici oltre che in casa, vanno a costituire una mole di materiale di smaltimento non indifferente, che in Italia ammonta a oltre 700.000 unità ogni anno e che non accenna a diminuire, moltiplicandosi anzi a ritmi esponenziali.

Dal primo Gennaio 2008 troverà quindi piena applicazione il decreto legislativo 151/2005 , che recepisce la direttiva europea RAEE.

Il provvedimento in Gazzetta Ufficiale istituisce gli organismi base – Registro Nazionale dei Produttori, Centro di Coordinamento dei Sistemi Collettivi dei produttori e Comitato di Indirizzo – e stabilisce al primo Gennaio 2008 l’avvio delle diverse attività di ritiro, trasporto, recupero e smaltimento, finanziate da un eco-contributo che gli stessi produttori cominceranno a rendere disponibili su tutti i nuovi prodotti messi in vendita a partire dal 12 novembre.

Il periodo che intercorre da qui al 31 Dicembre servirà a tutti i soggetti (produttori, distributori ed enti locali) per potersi adeguare agli adempimenti normativi.