DEF 2015, spending review e taglio tasse

di Barbara Weisz

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PIL al rialzo, tagli alla spesa pubblica per 10 miliardi, meno TASI e IMU, incentivi per il lavoro: nota di aggiornamento al DEF 2015.

Avanti con la spending review (risparmi per 10 miliardi), taglio delle tasse (IMU, TASI), utilizzo dei margini di flessibilità fiscale previsti dall’Europa per sostenere investimenti e crescita, PIL italiano visto in crescita dello 0,9% nel 2015 e dell’1,6% nel 2016 (qualche decimo in più rispetto alle previsioni dell’aprile scorso): sono i punti chiave della nota di aggiornamento al DEF 2015 (Documento di Economia e Finanza) presentata dal Governo nel Consiglio dei Ministri del 18 settembre.

=> DEF 2015: i punti caldi

Conti pubblici

Nel DEF 2015 l’obiettivo di deficit 2016 viene alzato al 2,2% dal precedente 1,8%, utilizzando un margine di flessibilità dello 0,4% che si aggiunge a quello analogo già concesso dall’Europa. Il decifit tendenziale 2016 è quindi all’1,4% del PIL e pareggio di bilancio strutturale è rinviato dal 2017 al 2018.

Crescita

In generale, spiega il ministro dell’Ecomia Pier Carlo Padoan,  il Governo intende sostenere le condizioni per migliorare il clima di fiducia di famiglie e imprese. In particolare l’occupazione va incrementata ad un ritmo più sostenuto, per sostenere la ripresa di lungo periodo dell’economia. Prossimi obiettivi: integrazione nel mercato del lavoro di disoccupati e inattivi, prevedendo una fiscalità favorevole alla crescita. Si va avanti anche sulla strada della decontribuzione, ma non vengono specificate le misure che l’esecutivo intende adottare, dopo l’aumento di 80 euro al mese (bonus assunzioni).

Taglio tasse

Sul fronte fiscale, si conferma che con la Legge di Stabilità 2016 verranno eliminate TASI prima casa, IMU agricola e imbullonati. Il percorso di riduzione delle tasse nel 2017 prosegue con misure sugli utili d’impresa.

=> Taglio IMU e TASI prima casa, anche in affitto

Non si escludono nuove misure sul regime forfettario agevolato, per risolvere definitivamente la situazione creata con la manovra 2015, per cui attualmente al nuovo Regime dei Minimi continua ad affiancarsi la possibilità per le Partite IVA di scegliere il vecchio sistema con aliquota sostitutiva più bassa, al 5%.

Fonte: nota di aggiornamento al DEF 2015