Redditometro: l’Agenzia delle Entrate recepisce le direttive Privacy

di Barbara Weisz

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Il Fisco elimina le medie ISTAT dai criteri di ricostruzione del reddito ai fini del Redditometro, limitando anche il ricorso al fitto figurativo: le novità nella Circolare 6/E.

Ultimi chiarimenti sul Redditometro, che finalmente divent operativo: con la Circolare 6/E dell’11 marzo 2014 l’Agenzia delle Entrate conferma il ricorso alle sole spese certe, fornisce precisazioni sul fitto figurativo e composizione del nucleo familiare ai fini fiscali, recepisce le direttive del Garante Privacy modificando le istruzioni operative dello scorso luglio.

=>Redditometro 2014: le direttive Privacy

Cosa cambia

Non si potranno più usare le medie ISTAT per la presunzione del reddito, nè per stilare liste di contribuenti a rischio evasione, nè in sede di contraddittorio. Questo vale per tutti i beni e servizi per i quali, in base alla precedenti regole, era possibile presumere un tenore di vita superiore al reddito (abbigliamento, viaggi, accessori, spese domestiche). Il Garante ha stabilito che la ricostruzione sintetica del reddito deve basarsi esclusivamente su:

  • dati relativi alle spese certe,
  •  spese per elementi certi,
  • fitto figurativo, verificabile in sede di contraddittorio.

Ai fini dei controlli da Redditometro, le medie ISTAT possono essere utilizzate “solo se connesse ad elementi certi, quali il possesso e le caratteristiche di immobili e di mobili registrati”. Per esempio la manutenzione ordinaria degli immobili, l’acqua e il condominio, ossia costi parametrati all’abitazione e dunque noti all’amministrazione. Per servizi e beni le cui spese prima potevano essere presunte in base alle caratteristiche dei nuclei familiari (es.: elettrodomestici o arredi), non si potranno più usare le medie ISTAT; diverso il caso per l’acquisto certo, sul quale il Fisco può legittimamente basarsi anche per la circostruzione sintetica del reddito.

Per riassumere: gli elementi su cui il Fisco basa la ricostruzione sintetica, individuando i contribuenti da sottoporre a controlli da redditometro e sui quali si concentrà il contraddittorio, sono le spese certe, le spese per elementi certi, gli investimenti e la quota di risparmio dell’anno.

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I chiarimenti

Il fitto figurativo, cifra teorica calcolata per un contribuente non titolare di affitto, immobile o altro diritto di godimento nel comune in cui risiede, non può più essere usato per decidere un controllo (come nella precedente formulazione), ma può essere materia di contraddittorio: in quella sede si può attribuerne uno (se ad esempio il contribuente dichiara di vivere in un immobile di sua proprietà) con relative spese, connesse a elementi certi.Infine, nell’individuare il tenore di vita (lifestage) dei contribuenti, l’Agenzia delle Entrate deve basarsi sulla famiglia fiscale: coniuge, figli ed eventuali altri conviventi fiscalmente a carico, tenendo presente che possono esistere differenze con quella anagrafica. Tale difficoltà verrà automaticamente superata quando sarà pronta l’Anagrafe nazionale della popolazione residente, con relativa integrazione all’Anagrafe tributaria.

dell’Agenzia delle Entrate.