Con l’autunno scattano o si avvicinano le nuove restrizioni alla circolazione per le vetture più inquinanti: le grandi città come Milano, Roma, Torino, Firenze e Napoli stanno adottando misure diversificate per diesel Euro 4 ed Euro 5, in alcuni casi rimandando al nuovo anno il blocco per le ZTL e gli anelli interni urbani,
Il tema delle emissioni urbane torna dunque al centro della mobilità nelle metropoli italiane: nel Nord Italia le amministrazioni puntano a divieti strutturali per le auto diesel fino alla classe Euro 5, mentre al Centro e al Sud le restrizioni restano più graduali.
Per imprese con flotte diesel, lavoratori che usano l’auto per recarsi in sede e operatori logistici che operano a livello urbano è quindi il momento di valutare misure di adattamento.
Milano: verso il blocco strutturale per le diesel Euro 5
A Milano, l’area ambientale denominata “Area B” – la più vasta ZTL urbana d’Italia – limita l’ingresso alle auto più inquinanti. Le diesel Euro 4 sono già soggette a restrizioni permanenti, mentre un provvedimento comunale ha rimandato dal 1° ottobre 2026 l’avvio del divieto per le autovetture alle diesel Euro 5. Stessa data per il blocco alla circolazione in Area B e Area C di motoveicoli e motocicli Euro 2 e 3, a gasolio Euro 2 e 3 e a benzina a quattro tempi Euro 0, 1 e 2.
Il calendario delle successive tappe è il seguente: 1° ottobre 2027 per le categorie M2, N1 e N2; 1° ottobre 2028 per tutte le altre categorie) nei Comuni aventi popolazione superiore ai 100.000 abitanti (Milano, Brescia, Monza e Bergamo).
Roma: rinviata la stretta, ma attenzione ai varchi ambientali
Nel capoluogo laziale, per la cosiddetta “Fascia Verde”, il Comune di Roma Capitale ha chiarito che non saranno introdotti nuovi divieti aggiuntivi per le diesel Euro 4 e Euro 5 nel corso del 2025; la stretta è stata rinviata al 2026. Il Comune ha infatti rinviato al 31 ottobre 2026 l’entrata in vigore di nuovi divieti per le auto diesel Euro 4 ed Euro 5 (e per le benzina Euro 4). Nel 2025 restano quindi valide le limitazioni già note per le classi più inquinanti, con attivazione di ulteriori restrizioni solo in caso di emergenze ambientali secondo i livelli di allerta previsti.
Nel frattempo, prosegue il rafforzamento dei controlli ai varchi elettronici della Fascia Verde e l’aggiornamento della segnaletica, senza l’introduzione di nuove classi di divieto nel breve periodo. Per chi entra in città, è consigliata la verifica della targa sul portale mobilità prima dell’accesso.
A livello regionale, il Lazio coordina con Roma Capitale e i Comuni dell’area metropolitana un set di misure di qualità dell’aria che combinano limitazioni strutturali, interventi emergenziali in caso di superamento dei limiti e azioni complementari (trasporto pubblico, impianti termici, mobilità alternativa). Le amministrazioni locali possono adottare ordinanze temporanee più restrittive durante i picchi di inquinamento.
Torino: misure emergenziali invece del blocco
In Piemonte, il piano regionale aria ha abbandonato il modello del divieto fisso per le diesel Euro 5 e punta su misure strutturali e ordinanze nei momenti di criticità. A Torino, ciò significa che la circolazione di Euro 5 può essere limitata in caso di superamento prolungato dei limiti di qualità dell’aria, ma non è prevista per ora una soglia di divieto permanente for all Euro 5.
Firenze e Napoli: approccio in base al contesto
A Firenze è attivo un blocco feriale (8:30–18:30) per i diesel fino a Euro 5 nella zona centrale compresa tra piazza Beccaria e piazza della Libertà, con deroghe per categorie specifiche.
Napoli, invece, non ha introdotto ancora un divieto permanente per Euro 4 e Euro 5 ma è in vigore un’ordinanza antismog per il periodo 1 ottobre-31 dicembre 2025 che riguarda i comportamenti emissivi, ma non limita specificamente la circolazione delle vetture Diesel fino a Euro 5.