Manca poco all’entrata in vigore dell’obbligo di censimento degli autovelox e la Corte di Cassazione sembra confermare un principio già affermato in passato, relativo all’omologazione dei dispositivi di accertamento della velocità come condizione fondamentale per legittimare le multe.
Con l’ordinanza 26521/25 pubblicata il 1° ottobre 2025, infatti, la Cassazione ha sottolineato come per legittimare le multe per eccesso di velocità sia indispensabile che l’autovelox sia omologato e non solo approvato dal Ministero dei Trasporti.
Una prima decisione del Tribunale di Pescara ha dichiarato legittima la sanzione facendo riferimento all’articolo 192 del Codice della strada: una rigorosa omologazione è necessaria solo per dispositivi con caratteristiche fondamentali o prescrizioni particolari, mentre per tutti gli altri apparecchi è sufficiente la semplice approvazione.
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Secondo la Cassazione, invece, l’approvazione non è altro che una fase preliminare che deve essere seguita dall’omologazione, intesa come attività distinta e consequenziale.