Prende il via ufficialmente il censimento degli autovelox installati sul territorio nazionale, operazione gestita del Ministero dei Trasporti attraverso l’attivazione di una piattaforma ad hoc a disposizione di Comuni, Province e Regioni.
Lo strumento permette agli Enti locali e alle forze dell’ordine di comunicare tutte le informazioni relative agli rilevatori di velocità: precisa localizzazione, conformità agli standard, modello e omologazione. Si tratta di un obbligo da rispettare entro 60 giorni, quindi entro il 30 novembre 2025.
A partire dal 1° dicembre dovranno essere spenti gli apparecchi che non risultato regolarmente registrati. La comunicazione dei dati rappresenta infatti una condizione indispensabile per il legittimo utilizzo dei dispositivi, come precisa il MIT.
È il Codacons a sottolineare nel frattempo il ritardo nella partenza dell’operazione ed il nodo relativo all’omologazione:
Il caos autovelox dura oramai da 18 mesi, da quando cioè la Cassazione ad aprile 2024 ha stabilito la nullità delle multe elevate dagli apparecchi approvati ma non omologati: oggi quasi il 60% degli autovelox fissi e oltre il 67% di quelli mobili, oltre a non essere omologato, è stato approvato prima del 2017, data che fa da spartiacque in tema di omologazione e possibile utilizzo degli apparecchi, con conseguente valanga di ricorsi da parte degli automobilisti multati.
La piattaforma ministeriale, lo ricordiamo, renderà i dati degli autovelox censiti disponibili e consultabili da parte degli automobilisti, che potranno conoscere l’attendibilità delle multe e verificare se sono provenienti da apparecchi registrati nell’elenco nazionale e quindi valide o meno.