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Super Green Pass in smart working: facciamo chiarezza

di Barbara Weisz

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Obbligo di vaccino Covid per gli over 50 anche in smart working ma il controllo non spetta al datore di lavoro: analisi della legge e dubbi interpretativi.

La premessa fondamentale per coloro che si trovano in smart working e che si chiedono se anche loro devono avere il Super Green Pass è la seguente: sopra i 50 anni è previsto l’obbligo di vaccino anti Covid per tutti i residenti in Italia, non solo per i lavoratori in presenza. Da qui le dichiarazioni del Sottosegretario alla Salute, Andrea Costa: «la norma primaria prevede l’introduzione dell’obbligo vaccinale per gli over 50, è chiaro quindi che l’obbligo è esteso a tutta questa categoria e a questa fascia d’età», anche a chi lavora da casa. Il punto da chiarire sono invece i diversi controlli del caso.

Super Green Pass sui luoghi di lavoro

«I controlli sono un’operazione più complicata rispetto alle verifiche sui luoghi di lavoro, ma non escludo che ci possano essere», ha dichiarato Costa. Però è doveroso precisarlo, la norma primaria non prevede la verifica del Super Green Pass da parte del datore di lavoro per chi lavora da casa. Il riferimento è l’articolo 4-quinquies del dl 44/2021, come modificato dal dl 1/2022, in base al quale dal 15 febbraio coloro che compiono 50 anni nel corso del 2022:

per l’accesso ai luoghi di lavoro nell’ambito del territorio nazionale, devono possedere e sono tenuti a esibire una delle certificazioni verdi COVID-19 di vaccinazione o di guarigione.

La formulazione non lascia dubbi interpretativi, il lavoratore deve esibire il green pass rafforzato (da vaccino o guarigione), per l’accesso ai luoghi di lavoro.

Controlli e sanzioni

Il successivo comma 2 dello stesso articolo precisa che i datori di lavoro, pubblici e privati, «sono tenuti a verificare il rispetto delle prescrizioni di cui al comma 1 per i soggetti sottoposti all’obbligo di vaccinazione di cui all’articolo 4-quater che svolgono la propria attività lavorativa nei rispettivi luoghi di lavoro». Anche qui, si fa riferimento a sedi di lavoro. I lavoratori che accedono al luogo di lavoro senza avere il Super Green Pass rischiano una sanzione da 600 a 1500 euro. Per i datori di lavoro che omettono i controlli, la multa va dai 400 ai mille euro.

Obbligo vaccinale over 50

Tutti coloro che compiono 50 anni nel corso del 2022 hanno l’obbligo di vaccinazione, che siano lavoratori o meno. Per gli inadempienti, sono previsti tanto sanzioni quanto controlli differenti rispetto ai lavoratori over 50 che si recano in azienda o altri contesti di lavoro.

Gli over 50 che non si vaccinano, indipendentemente dal fatto che siano o meno lavoratori, incorrono in una sanzione di 100 euro. L’irrogazione della multa, si legge nell’articolo 4-sexies, comma 3, dello stesso decreto 44/2021, «è effettuata dal Ministero della Salute, per il tramite dell’Agenzia delle entrate-Riscossione, che vi provvede, sulla base degli elenchi dei soggetti inadempienti all’obbligo vaccinale periodicamente predisposti e trasmessi dal medesimo Ministero, anche acquisendo i dati resi disponibili dal Sistema Tessera Sanitaria sui soggetti assistiti dal Servizio Sanitario Nazionale vaccinati per COVID-19, nonché su quelli per cui non risultano vaccinazioni comunicate dal ministero della Salute al medesimo sistema e, ove disponibili, sui soggetti che risultano esenti dalla vaccinazione».

Lavoratori over 50 in smart working

I lavoratori che hanno almeno 50 anni e si recano fisicamente sul luogo di lavoro, dalla lettura combinata delle norme, devono esibire il Super Green Pass e sono soggetti al controllo del datore di lavoro. La legge non indica nemmeno un obbligo del lavoratore che opera esclusivamente in smart working di comunicare al proprio datore di lavoro la mancata vaccinazione. Quindi, per gli smart worker over 50 che non si vaccinano la multa resta quella pari a 100 euro e le verifiche restano in capo al Ministero della Salute per il tramite del Fisco.

Obblighi e controlli caso per caso

  1. Sul lavoratore over 50 in smart working il controllo non spetta al datore di lavoro: la legge non lo prevede e di conseguenza l’azienda non incorre in sanzioni per omesso controllo.
  2. Sul lavoratore over 50 in presenza scatta invece il controllo del datore di lavoro secondo le varie procedure attuate (piattaforma INPS, piattaforma NoiPA, App VerificaC19). Chi elude il controllo ed entra in sede senza Certificazione rafforzata, rischia una multa fra 600 e 1500 euro e  sanzioni disciplinari (escluse per gli assenti ingiustificati senza Green Pass, che non vengono retribuiti ma non possono essere licenziati né incorrono in sanzioni disciplinari).

Niente lavoro agile senza Green Pass

C’è un’eccezione rappresentata dai lavoratori della Pubblica Amministrazione. Le linee guida ministeriali vietano di utilizzare lo smart working per eludere l’obbligo di Green Pass sul lavoro. Di conseguenza, un dipendente della PA con più di 50 anni che non sia riconosciuto come fragile non può essere messo in lavoro agile solo perché non ha il Green Pass.

Questa indicazione (divieto di smart working senza Green Pass) non è espressamente prevista anche nel privato ma di fatto la legge sull’obbligo di vaccino per gli over 50 nei luoghi di lavoro (al momento previsto fino al 16 giugno 2022), al comma 4 del sopra citato articolo 4-quinquies, prevede che il lavoratore resti assente ingiustificato e senza stipendio fino alla presentazione della predetta certificazione (e comunque non oltre il 15 giugno 2022). In sostanza non prevede scorciatoie tramite lavoro agile.

Se il lavoratore era già in smart working esclusivo, non accedendo ad alcun luogo di lavoro condiviso, non è soggetto al controllo preventivo da parte del datore di lavoro.

Il nodo delle verifiche

Quello che non è chiarissimo è se il datore di lavoro possa chiedere al lavoratore over 50 in smart working di comunicare il possesso del Super Green Pass: la legge non lo prevede ma sarebbero opportuni chiarimenti per capire se gravano eventuali obblighi anche sul lavoratore stesso.  Le dichiarazioni di Costa sembrano muovere in questa direzione quando dichiara che “non si esclude ci possano essere controlli per i lavoratori in smart working”. Ma il Legislatore non ha specificato se sia il datore di lavoro a doverli o poterli fare o se spettino al Ministero tramite altra procedura.

Detto questo, tutti gli over 50 devono vaccinarsi per disposizione di legge, su questo non si sono dubbi. Le questioni interpretative in sospeso riguardano semmai la titolarità e la possibilità di effettuare controlli.