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Green Pass fino al 2023: regole e durata per i viaggi nella UE

di Redazione PMI.it

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Green Pass nella UE fino a giugno 2023: regole di viaggio in base al numero di dosi certificate e al motivo di rilascio: come spostarsi in sicurezza.

Il Parlamento europeo ha deciso di estendere la durata del Green Pass fino a giugno 2023: questo permette sia di godere un un ulteriore anno di validità della Certificazione Verde UE per gli spostamenti tra Stati membri, sia la possibilità di certificare i test Covid di breve durata.

Se è infatti vero che non ci sono più restrizioni ai viaggi nella UE in base al Paese di provenienza e che in Italia il Green Pass non serve più dal 1° maggio 2022 (resta solo in ospedali e RSA), è anche vero che per recarsi all’estero le cose cambiano: serve ancora il Digital Green Certificate.

La durata del Green Pass nella UE ha regole simili a quelle italiane ma non identiche: non ha scadenza dopo la terza o quarta dose, dura 9 mesi per chi ha fatto solo due dosi di vaccino, 6 mesi dal contagio e guarigione dal Covid e 72/24 ore dopo un test molecolare o rapido.

Per quanto riguarda invece l’estensione del Green Pass al 2023, ora la parola spetta al Consiglio europeo e ai singoli governi nazionali per recepire questa novità e valutare se prevedere a livello locale eventuali nuove restrizioni anti Coronavirus.

Green Pass e regole per viaggi UE

Per spostarsi da un paese all’altro nell’ambito dei confini comunitari, rileva la condizione della persona che viaggia e non la zona da cui proviene. In particolare, si valuta il suo stato vaccinale rappresentato dalla durata del suo Green Pass, che avrà una diversa connotazione se rilasciato a seguito di vaccino, guarigione o tampone negativo dal 1° febbraio 2022:

  • Green Pass da vaccino: valido dal 14esimo giorno dalla somministrazione e per 270 giorni (nove mesi) dall’ultima dose ricevuta.

Per gli ingressi nei singoli Paesi restano valide le misure locali, con la libertà di decidere ulteriori restrizioni rispetto al quadro comune delineato a Bruxelles. Ad esempio, per un volo interno italiano si applica la durata di sei mesi ed il divieto di tampone, mentre per un volo all’estero si applica la durata di nome mesi, ma se si parte dall’Italia resta valida la restrizione che impedisce di prendere un aereo dopo un semplice tampone (a meno che l’Italia non preveda nuove regole di coordinamento).

  • Green Pass da guarigione: dura 180 giorni a partire dal primo test positivo.

In Italia, ivece, si calcola dal certificato di guarigione dopo una sola dose («La data di fine validità indicata nella certificazione si riferisce alla scadenza nel resto dell’Unione europea, ma in Italia resterà valida fino allo scadere dei sei mesi dalla guarigione»).

  • Green Pass da tampone: la validità del certificato rilasciato dopo un test rapido è di 24 ore mentre con un test molecolare è di 72 ore.

Le norme per la codifica dei certificati di vaccinazione riportano l’indicazione del numero di dosi ricevute per tenere conto del richiamo (booster):

  • 3/3 per la terza dose booster o comunque successiva al ciclo primario.
  • 2/1 per una dose di richiamo successiva a un ciclo monodose o a una dose di vaccino bidose a una persona guarita.

Regole per i rientri in Italia

Dal 1° maggio 2022, ricordiamo che per gli arrivi dai Paesi Esteri, non è più obbligatorio il PLF (Passenger Locator Form). Lo stabilisce l’ultima  ordinanza del Ministro della Salute, che ha prorogato invece al 31 maggio le disposizioni per gli ingressi transfrontalieri con accesso previa esibizione di Green Pass europeo (EU Digital Green Certificate), a pena 5 giorni di quarantena (autoisolamento).

Per tutti gli aggiornamenti sulle regole negli altri Paesi UE, il sito web di riferimento è Reopen Europa.