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DPCM Covid, novità per le attività economiche: ecco cosa cambia

di Barbara Weisz

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Stretta su parrucchieri e centri estetici in zona rossa, take away fino alle 22 per le enoteche, dal 27 marzo riapertura di cinema, teatri e concerti: le nuove regole Covid per del DPCM Draghi.

Misure più flessibili sul take away, vietato dopo le 18 soltanto per i bar mentre possono proseguire fino alle 22 altre attività come le enoteche; tornano a lavorare dal 27 marzo, teatri, cinema, e altri luoghi della cultura.; nuova limitazione, invece, per alcuni servizi alla persona (centri estetici, barbieri e parrucchieri), che in zona rossa devono chiudere: sono le principali novità che riguardano negozi e attività economiche contenute del DPCM del 2 marzo, il primo delGoverno Draghi, che contiene le regole Covid in vigore dal 6 marzo al 6 aprile. Vediamo nel dettaglio.

=> DPCM Covid dal 6 marzo, nuove regole su scuole e take away

Take away

Innanzitutto, l’asporto. Viene mitigata la misura che impediva dopo le 18 il take away per attività come le enoteche. Si tratta di una modifica che va, almeno parzialmente, incontro a richieste delle associazioni delle PMI del commercio, che avevano evidenziato l’incongruenza per cui la grande distribuzione e i minimarket – in base alle precedenti disposizioni – potevano vendere bevande, contrariamente a bar, enoteche e negozi specializzati nella vendita di bevande. Torna dunque ad essere consentito per le attività con codice Ateco 47.25 (commercio al dettaglio di bevande in esercizi specializzati, come le enoteche). Il divieto resta solo per gli esercizi con codice Ateco 56.3 (bar e altri esercizi simili senza cucina, quindi birrerie, caffetterie, pub).

Per riassumere, le regole per il settore ristorazione sono le seguenti.

  • Zona rossa e arancione: niente servizio al tavolo; take away fino alle 18 per bar, birrerie, caffetterie e pub, fino alle 22 per ristoranti, enoteche e negozi specializzati nella vendita di bevande (senza servizio al tavolo); delivery senza limiti di orario.
  • Zona gialla: servizio al tavolo fino alle 18; regole su asporto e delivery come nelle zone arancioni e rosse.
    Zona bianca: nessun paletto, consentito anche il servizio al tavolo senza limiti di orario, nel rispetto dei protocolli anti Covid.

Centri estetici e parrucchieri

Restano aperti nelle zone bianche, gialle e arancioni mentre devono chiudere nelle zone rosse (in base al precedente DPCM erano considerati essenziali e potevano stare aperti). Segnaliamo la critica di Confartigianato acconciatori, che considera «incomprensibile» il provvedimento che limita attività che «in questi mesi hanno applicato con la massima diligenza le linee guida dettate dalle autorità sanitarie e dal Governo, intensificando le già rigide misure previste dal settore sul piano igienico-sanitario, e si sono riorganizzate per garantire la massima tutela della salute degli imprenditori, dei loro collaboratori e dei clienti». Restano aperti invece nelle zone rosse i seguenti servizi alla persona: tintorie, lavanderie, servizi di pompe funebri.

Altri negozi

Non cambia nulla rispetto alle regole attuali, per cui i negozi sono sempre aperti nelle zone bianche, gialle e arancioni, mentre nelle zone rosse possono lavorare solo le attività considerate essenziali, elencate nell’allegato 23 del DPCM. Fra le altre: alimentari, farmacie e parafarmacie, tabaccherie, edicole, apparecchiature informatiche, elettronica, ferramenta, prodotti per l’igiene personale, detersivi e prodotti per la casa, cartolerie, abbigliamento per bambini, articoli sportivi, fiori, articoli per animali domestici, ottica e fotografia, distributori automatici. Sempre consentita la vendita online.

Cultura

Dal 27 marzo nelle zone gialle riaprono cinema, teatri, sale concerto. E dalla stessa data i musei possono lavorare anche il sabato e nei fine settimana (sempre nelle zone gialle). Le riaperture devono rispettare precisi protocolli anti Covid. Nei musei, bisogna prenotare online con almeno un giorno di anticipo. Nei cinema, teatri, sale da concerto, live club, locali e spazi all’aperto in cui si svolgono spettacoli, posti a sedere preassegnati e distanziati, rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro, capienza massima dei locali al 25%, numero massimo di spettatori non superiore a 400 per spettacoli all’aperto e a 200 per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala. Ci sono poi altre regole, specificate negli allegati 26 e 27 del DPCM.

Ricordiamo che la riapertura dei luoghi della cultura cade a ridosso delle festività pasquali, durante le quali nelle zone gialle sarà quindi possibile andare nei musei, al cinema, a un concerto. Restano invece chiuse, anche nelle zone gialle e bianche, discoteche e sale da ballo, attività dei centri culturali, sociali e ricreativi, feste, fiere, eventi.

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