Il Consiglio Europeo elimina l’esenzione dai dazi per i piccoli pacchi sotto i 150 euro che entrano nei confini comunitari. La decisione è stata presa dall’Ecofin, l’organismo che riunisce i ministeri dell’Economia e delle Finanze dei paesi comunitari, e ha l’obiettivo di contrastare la concorrenza dei prodotti a basso prezzo e anche di ridurre l’impatto ambientale.
Approvazione da parte della Commissione di Bruxelles e del Governo italiano, tra i promotori dell’iniziativa. L’Esecutivo Meloni è intenzionato ad anticipare in Italia la nuova tassa già dal 2026, visto che gli Stati Membri Ue hanno facoltà di scelta rispetto alla norma generale, che a livello UE scatta nel 2028.
Tariffa sulle importazioni extra-UE
La norma che impone il versamento di dazi sulle importazioni provenienti da Paesi fuori dal continente europeo si applicherà a partire in via generale dal 2028 perché collegata all’entrata in funzione dell’hub dei dati doganali UE. Gli Stati dell’Unione Europea hanno tuttavia trovato un accordo per anticiparla al 2026, anche su prodotti a basso costo (ad esempio acquisti online) per importi inferiori a 150 euro. Il Governo italiano non esclude di inserire la nuova tassazione direttamente in manovra o in un altro provvedimento, da approvare comunque entro fine anno.
In base alle stime fornite dagli organismi europei, le esportazioni esenti dai dazi valgono circa 4,6 miliardi di euro e attualmente il 91% dei piccoli pacchi importati provengono dalla Cina. L’esenzione consente di mantenere basso il prezzo di merci che in questo modo esercitano una pesante concorrenza ai manufatti europei. Peraltro, l’introduzione dei dazi americani sta producendo l’effetto di dirottare molti prodotti sull’Europa, alimentando ulteriormente questo mercato, che vede attive grosse piattaforme di e-commerce.
Dazi sullo shopping online a basso costo
L’industria della moda risente in modo particolare di questa concorrenza, tant’è vero che le sigle dei produttori del comparto salutano con soddisfazione la misura. Il presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Giulio Felloni, la definisce «un segnale importante per ristabilire condizioni di concorrenza più eque tra i nostri negozi e le piattaforme estere che, finora, hanno potuto beneficiare di vantaggi».
Si parla anche della possibile approvazione di una eco-tassa (pari a 2 euro) sui piccoli pacchi fino a 2 chili, andando incontro proprio a richieste specifiche che arrivano dalla Camera della Moda.
La linea del Governo italiano
Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, approva la misura e sottolinea l’accordo dell’esecutivo italiano per la decisione Ecofin, in base alle quale i paesi possono anticipare l’applicazione della norma già dal 2026. Come detto, non si esclude che l’esecutivo possa andare oltre rispetto all’esenzione: si parla dell’ipotesi di una eco-tassa di 2 euro per i pacchi fino a 2 chili.
Intesa accolta con favore anche dalla Commissione UE, secondo cui – in considerazione dell’evoluzione del modello di commercio elettronico – l’esenzione non è più giustificata e crea concorrenza sleale, mentre l’eliminazione della soglia mira a livellare le condizioni di concorrenza tra commercio elettronico (importazioni dirette di singoli pacchi fino a 150 euro) e commercio al dettaglio tradizionale (importazioni di merci all’ingrosso).