Costi della politica, i vitalizi in Lazio e Veneto

di Barbara Weisz

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La Regione Lazio nell'attesa di eliminare il vitalizio lo estende anche agli assessori esterni, mentre in Veneto i consiglieri si tagliano l'indennità.

In materia di costi della politica si potrebbe parafrasare il vecchio detto trasformandolo in: regione che vai, usanze che trovi. Perchè in queste ore in due diverse regioni d’Italia, il Lazio e il Veneto, sono state prese decisioni diverse fra loro sullo stesso argomento, i vitalizi ai consiglieri. In entrambi i casi è stato deciso che dalla prossima legislatura l’istituto dell’assegno vitalizio ai consiglieri sparirà. Ma, e qui sta la differenza, nel frattempo i consiglieri della Regione Lazio, per la legislatura in corso, il vitalizio non solo se lo tengono, ma lo estendono anche agli assessori. In Veneto, invece, i consiglieri in carica qualche sacrificio hanno iniziato a farlo: si sono tagliati lo stipendio (indennità di funzione) del 25%, e il vitalizio e l’assegno di fine mandato del 5%.

In materia di costi della politica si potrebbe parafrasare il vecchio detto trasformandolo in: regione che vai, usanze che trovi. Perchè in queste ore in due diverse regioni d’Italia, il Lazio e il Veneto, sono state prese decisioni diverse fra loro sullo stesso argomento, i vitalizi ai consiglieri. In entrambi i casi è stato deciso che dalla prossima legislatura l’istituto dell’assegno vitalizio ai consiglieri sparirà. Ma, e qui sta la differenza, nel frattempo i consiglieri della Regione Lazio, per la legislatura in corso, il vitalizio non solo se lo tengono, ma lo estendono anche agli assessori. In Veneto, invece, i consiglieri in carica qualche sacrificio hanno iniziato a farlo: si sono tagliati lo stipendio (indennità di funzione) del 25%, e il vitalizio e l’assegno di fine mandato del 5%.

Partiamo dal Lazio, la cui decisione ha provocato non poche polemiche anche all’interno del consiglio stesso, che ha approvato una Finanziaria regionale al termine di un dibattito proseguito fino a notte fonda. Una manovra da 1,7 miliardi, di cui 1,4 di tagli alla spesa e 300 milioni di maggiori entrate (aumentano benzina e bollo auto).

Sacrifici per tutti, o quasi, verrebbe da dire, perchè il capitolo costi della politica fa discutere. La norma prevede che dal 2015, cioè dalla prossima legislatura, il vitalizio sparisca (verrà sostituito da un sistema contributivo). Nel frattempo, invece, non solo rimane, ma come detto viene esteso ai 14 assessori esterni, che non fanno parte del consiglio, e a tre ex consiglieri. Si tratta di un assegno intorno ai 3mila euro al mese, che (in base alla normativa già in atto) si può riscuotere a partire dai 55 anni. Ma anche dai 50 anni, accettando una piccola decurtazione.

Unica concessione all’austerity: viene bloccata la rivalutazione Istat per tutta la durata della presente legislatura.

Comunque sia, tutti i consiglieri e gli assessori in carica si sono assicurati il vitalizio, aggiungendosi alla già folta schiera di 220 fra ex consiglieri, ex presidente ed ex assessori della Regione Lazio che ricevono, ad oggi, vitalizi fra i 2500 e i 5800 euro.

E passiamo al Veneto. Il Consiglio regionale ha approvato una specifica legge che elimina i vitalizi a partire dalla prossima legislatura. E che stabilisce un taglio dell’indennità di funzione degli attuali consiglieri del 25%, e una riduzione del 5% dei loro vitalizi e degli assegni di fine mandato. Vengono anche razionalizzate le voci che compongono la “diaria” dei consiglieri: i rimborsi forfettari vengono limitati all’effettiva partecipazione alle attività in aula, in Commissione e sul territorio.

Il relatore Piero Ruzzante sottolinea che la legge recepisce quanto previsto dalle manovre nazionali degli utimi mesi (decreto Tremonti e legge Salva Italia) superandone le indicazioni in termini di risparmio e aggiunge che «gli effetti sul contenimento dei costi della Regione saranno ancora più evidenti con la approvazione della nuova legge elettorale, che riduce da 60 a 51 il numero degli eletti, collocando così il Veneto tra le Regioni più virtuose non solo italiane ma europee».

Quello dei vitalizi è un tema che in queste settimane stanno affrontando un pò tutte le regioni: hanno stabilito di eliminarli dalla prossima legislatura anche Lombardia, Emilia Romagna, Umbria, Abruzzo e Trentino Alto Adige.

Partiamo dal Lazio, la cui decisione ha provocato non poche polemiche anche all’interno del consiglio stesso, che ha approvato una Finanziaria regionale al termine di un dibattito proseguito fino a notte fonda. Una manovra da 1,7 miliardi, di cui 1,4 di tagli alla spesa e 300 milioni di maggiori entrate (aumentano benzina e bollo auto).

Sacrifici per tutti, o quasi, verrebbe da dire, perchè il capitolo costi della politica fa discutere. La norma prevede che dal 2015, cioè dalla prossima legislatura, il vitalizio sparisca (verrà sostituito da un sistema contributivo). Nel frattempo, invece, non solo rimane, ma come detto viene esteso ai 14 assessori esterni, che non fanno parte del consiglio, e a tre ex consiglieri. Si tratta di un assegno intorno ai 3mila euro al mese, che (in base alla normativa già in atto) si può riscuotere a partire dai 55 anni. Ma anche dai 50 anni, accettando una piccola decurtazione.

Unica concessione all’austerity: viene bloccata la rivalutazione Istat per tutta la durata della presente legislatura.

Comunque sia, tutti i consiglieri e gli assessori in carica si sono assicurati il vitalizio, aggiungendosi alla già folta schiera di 220 fra ex consiglieri, ex presidente ed ex assessori della Regione Lazio che ricevono, ad oggi, vitalizi fra i 2500 e i 5800 euro.

E passiamo al Veneto. Il Consiglio regionale ha approvato una specifica legge che elimina i vitalizi a partire dalla prossima legislatura. E che stabilisce un taglio dell’indennità di funzione degli attuali consiglieri del 25%, e una riduzione del 5% dei loro vitalizi e degli assegni di fine mandato. Vengono anche razionalizzate le voci che compongono la “diaria” dei consiglieri: i rimborsi forfettari vengono limitati all’effettiva partecipazione alle attività in aula, in Commissione e sul territorio.

Il relatore Piero Ruzzante sottolinea che la legge recepisce quanto previsto dalle manovre nazionali degli utimi mesi (decreto Tremonti e legge Salva Italia) superandone le indicazioni in termini di risparmio e aggiunge che «gli effetti sul contenimento dei costi della Regione saranno ancora più evidenti con la approvazione della nuova legge elettorale, che riduce da 60 a 51 il numero degli eletti, collocando così il Veneto tra le Regioni più virtuose non solo italiane ma europee».

Quello dei vitalizi è un tema che in queste settimane stanno affrontando un pò tutte le regioni: hanno stabilito di eliminarli dalla prossima legislatura anche Lombardia, Emilia Romagna, Umbria, Abruzzo e Trentino Alto Adige.