Altroconsumo: la Ue intervenga sul Digitale Terrestre

di Roberta Donofrio

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L'associazione consumatori ha inoltrato un esposto alla Commissione Europea sulla questione Digitale Terrestre. La normativa anticoncorrenziale graverà anche sulla transizione digitale?

A pochi giorni dall’attesissimo inizio dello switch-off per il passaggio al Digitale terrestre, Altroconsumo ha presentato un esposto alla Direzione Generale della Concorrenza della Commissione Europea per chiedere un intervento sulla questione.

L’associazione dei consumatori si è rivolta al commissario responsabile Neelie Kroes, sottolineando ancora una volta il conflitto tra normativa italiana e diritto comunitario a causa della Legge Gasparri, accusata di privilegiare le emittenti Tv già dominanti.

Vista anche l’imminenza dello switch-off fissato per il 15 ottobre in Sardegna, Altroconsumo ha quindi fatto richiesta di un rapido intervento dell’Unione Europea per garantire il rispetto delle regole di concorrenza, richiamando l’articolo 86 del trattato CE.

«Nel passaggio dall’analogico al digitale, nel sistema radiotelevisivo in Italia, saranno privilegiati i soggetti in posizione già dominante» denuncia l’associazione. «Il duopolio in essere in Italia si riprodurrà anche nel nuovo contesto, con lo switch-off verso il DTT, e si ripeteranno gli effetti distorsivi e anticoncorrenziali che impediranno a nuovi soggetti di intervenire, sia sul mercato televisivo che su quello, nuovo, dei servizi a valore aggiunto veicolati attraverso le frequenze digitali».

Continua Altroconsumo: «La distorsione del mercato non è episodica, ma è contenuta nella legge Gasparri (la n.112 del 3 maggio 2004). Anche gli emendamenti successivi, ultimo in ordine di tempo la legge n.101 del 4 giugno 2008, non hanno sanato i motivi per i quali pende ancora nei confronti dello Stato italiano la procedura d’infrazione aperta dalla Commissione UE nel 2006, sempre a seguito di un esposto di Altroconsumo».

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