Redditometro: fra due mesi la Circolare applicativa

di Barbara Weisz

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Due mesi per rilasciare la circolare operativa dell'Agenzia delle Entrate sugli accertamenti da Redditometro: possibile lo slittamento della partenza, prevista per marzo, dei 35mila controlli in programma?

Redditometro: entro due mesi l’Agenzia delle Entrate pubblicherò la circolare applicativa. Lo ha annunciato il direttore Attilio Befera,confermando i 35mila controlli pianificati nel 2013 per verificare la conformità alla capacità di spesa presunta, pena un possibile accertamento esecutivo.

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Non è chiaro se la nuova tempistica coincida con la data di entrata in vigore del nuovo Redditometro 2.0  – prevista per marzo 2013 – oppure se questo farà scattare uno slittamento: è infatti possibile che i due passaggi siano indipendenti l’una dall’altra, visto che il decreto attuativo del Redditometro (scaricalo)  non prevede come condizione stringente la circolare delle Entrate.

La circolare, tuttavia, sarà necessaria al Fisco per avere precise indicazioni operative. Lo ha spiegato lo stesso Befera, sottolineando anche l’indipendenza dai tempi della politica: «è in fase di elaborazione ed è indipendente dal fatto che ci sia un governo o meno».

Le prime indicazioni sono state già fornite dalle Entrate, con la nota del 20 gennaio sugli scostamenti fino a 12mila euro l’anno e sui controlli ai titolari della sola pensione:

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Il Redditometro verrà utilizzato «per individuare i finti poveri e, quindi, l’evasione spudorata», sottolineavano le Entrate, e Befera ha ribadito il concetto: le persone oneste non hanno nulla da temere, concedendosi anche una battuta sul trasferimento di cittadinanza dell’attore Gerard Depardieu per sfuggire al Fisco d’oltralpe. Ma la vera stoccata è per gli evasori in Italia, «forti e pronti a opporsi» a strumenti come il Redditometro.

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Il direttore delle Entrate si è poi dichiarato favorevole all’ipotesi di alzare a 20mila euro il tetto per chiudere le vertenze a minor costo.

Infine, Befera ha riportato i primi dati sulla lotta all’evasione (non definitivi): gettito superiore ai 12 miliardi di euro ma in calo rispetto ai 12,7 del 2011; effetto crisi nelle richieste di rateizzazione, a quota 22 miliardi.