Redditometro: in arrivo 35mila controlli da accertamento sintetico

di Barbara Weisz

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Il Fisco effettuerà 35mila controlli da Redditometro nel 2013, sulle dichiarazioni dal 2009 in poi: come si applica lo strumento e come arrivare preparati al contraddittorio con l'Agenzia delle Entrate.

Da marzo partono le prime verifiche da nuovo Redditometro dell’Agenzia delle Entrate, relative all’anno di imposta 2009, e per questo 2013 il Fisco pianifica di effettuare 35mila controlli da accertamento sintetico: lo prevede la convenzione fra Ministero dell’Economia e agenzie tributarie, che fissa gli obiettivi triennali di lotta all’evasione fiscale (leggi di più).

Secondo la “Relazione Tecnica” al DL 78/2010  (la legge sul Redditometro), il legislatore punta sull’effetto dissuasivo per favorire l’emersione di reddito dichiarato (715 milioni di euro nel 2013) e meno sull’attività di controllo, da cui sono attesi incassi pari a 100 milioni.

A meno di due mesi dalla partenza operativa, però, rimangono aperti molti quesiti sull’applicazione del nuovo strumento: Come si calcola esattamente il reddito presunto? A chi spetta in definitiva l’onere della prova?

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Per capire come funzionerà il Redditometro nella pratica, si attendono chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate

Calcolare lo scostamento

Su alcuni punti ci sono già delle certezze. Ad esempio, sul modo in cui si calcola il famoso 20%  di scostamento fra reddito e capacità di spesa: l’operazione si effettua sul reddito dichiarato, non su quello accertato.

ESEMPIO: se il reddito presunto da Redditometro è pari a 50mila euro ma il contribuente ne ha dichiarati 35mila, il 20% si calcola su quest’ultima cifra, quindi è pari a 7mila euro. Visto che lo scostamento (pari a 15mila euro) è più alto della soglia massima consentita (in questo caso 7mila euro), il contribuente è a rischio accertamento sintetico.

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Prepararsi al contraddittorio

Prima dell’accertamento scatta la convocazione del contribuente da parte del Fisco: un confronto per fornire spiegazioni e dimostrare:

  • reale ammontare delle spese attribuite.
  • provenienza dei redditi usati per le spese “sospette” (es.: risparmi personali);
  • esclusione dei redditi dalla base imponibile (es: interessi sul capitale).
  • attribuzione delle spese a soggetti diversi dal contribuente (TFR, dividendi, quota di risparmi…).

=>Come prepararsi al contraddittorio con il Fisco

Essenziale prepararsi effettuando il Redditest, per auto-misurare la coerenza del proprio tenore di vita (compila il Redditest) ricordando:

Redditi compresi – spese sostenute da coniuge o familiari a carico.

Redditi esenti – borse di studio, pensioni, alcune indennità, rendite INAIL, assegno di maternità per la donna non lavoratrice (legge 448/1998). Non rientrano nel Redditometro neppure le spese sostenute per beni e servizi   esclusivamente legati all’attività di impresa o all’esercizio di arti e professioni.

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