Aumento IRAP Toscana e crisi del Turismo

di Teresa Barone

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L’aumento dell’IRAP è al vaglio del consiglio regionale toscano: numerose proteste arrivano dalle imprese del ramo turistico ricettivo.

L’aumento delle aliquote IRAP deciso dalla Regione Toscana dal 3,9 % al 4,8% per alcune categorie di imprese ha provocato non poco malcontento tra le imprese dei settori coinvolti, come le PMI del Turismo.

Da Federalberghi Toscana, infatti, arrivano numerose critiche nei confronti dell’incremento IRAP, soprattutto ai danni delle imprese turistiche locali già provate dalla crisi economica.

La nuova normativa attualmente al vaglio del consiglio regionale esclude il settore farmaceutico, i servizi alla persona le imprese a conduzione familiare del settore ricettivo, commerciale e della ristorazione.

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Per le altre PMI del ramo turistico ricettivo e gli albergatori, invece, l’aumento della tassa rappresenta un potenziale danno alla produttività, come ha sottolineato il Presidente di Federalberghi Toscana Paolo Corchia.

«Quello dell’IRAP è un meccanismo micidiale per le imprese perché colpisce l’economia del valore aggiunto: più dipendenti hai, più sei penalizzato e se hai tutto personale interno (con ristorante e pulizie delle camere a gestione diretta) sei ancora più svantaggiato. Calcoliamo che per alcune strutture ricettive il rialzo di 0,8 punti dell’IRAP si traduce in un aumento reale dell’imposta fino al 20% e che essa può abbondantemente superare l’utile lordo dell’impresa.»

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