Tasse alle imprese: i rincari 2012-2014 del Governo Monti

di Francesca Vinciarelli

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I calcoli sulla maggiore imposizione fiscale a carico delle aziende italiane a causa delle misure introdotte dal Governo Monti: penalizzate micro-imprese e imprenditori individuali.

Con le misure introdotte dal Governo guidato da Mario Monti la pressione fiscale a carico delle imprese, nel triennio 2012-2014, aumenterà di ben 5,5 miliardi di euro (2,4 mld nel 2012, 1,6 nel 2013 e 1,4 nel 2014).

Sono gli effetti degli aggravi fiscali e contributivi sulle aziende, che superano di tale importo le misure introdotte per alleggerire il peso delle imposte sulle attività imprenditoriali.

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Ammontano infatti a 19 miliardi di euro tasse e contributi per le imprese introdotti dal governo Monti (5mld nel 2012, 6,6 nel 2013 e 7,3 nel 2014), che vengono controbilanciati dai 13,6 miliardi di euro di misure che alleggeriscono il peso fiscale sulle imprese stesse 2,5 mld nel 2012, 5 nel 2013, 6 nel 2014).

Nuove imposte e tasse maggiorate

A pesare sulla maggiore imposizione a carico di contribuenti ed imprese non si può non citare l’IMU, che ha reintrodotto la tassazione sugli immobili anche considerati prime abitazioni (>>leggi la proposta di abolire l’IMU).

Oltre a pesare anche sulle abitazioni principali l’IMU ha raddoppiato, rispetto all’ICI, la tassazione media su negozi e laboratori per il 2012 e ha portato quella dei capannoni (categoria catastale D1) al +60% (+80% dal 2013).

Aumentano poi le aliquote contributive INPS che artigiani e commercianti dovranno versare nel 2012 e anche in questo caso dal prossimo anno poi sono previsti nuovi aumenti che andranno in parallelo con una riduzione della deducibilità dei costi per le auto aziendali (dal 40%, al 27,5%).

Maggiorazioni poi anche per la tassa sui rifiuti (ora TARES), che vanno dai 0,3 euro al mq ai 0,4 euro a discrezione dei diversi Comuni, anche per immobili destinati all’ attività commerciale e/o produttiva.

Sgravi fiscali

Il governo Monti ha al contempo introdotto alcune misure a favore delle imprese, primi fra tutti l’ACE (Aiuto alla Crescita Economica) e in tema di IRAP la sua deducibilità dalla base imponibile IRPEF e IRES e l’aumento delle deduzioni forfetarie dalla base imponibile in caso di dipendenti donne o giovani sotto i 35 anni d età.

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Micro imprese e imprenditori individuali penalizzati

I calcoli sono stati elaborati dalla CGIA di Mestre e come è facile immaginare «le più penalizzate dal pacchetto di misure introdotte dal governo Monti saranno le micro imprese: in particolar modo quelle senza dipendenti che non potranno avvalersi degli sgravi IRAP previsti per i dipendenti e dell’ACE (Aiuto alla Crescita Economica), visto che per le aziende in contabilità semplificata  non potranno applicare quest’ultima misura» spiega il segretario della CGIA Mestre Giuseppe Bortolussi.

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«Se si considera che il 75% degli imprenditori individuali lavora da solo, si può affermare che gli artigiani e i commercianti che non hanno dipendenti subiranno dei forti aumenti di tassazione non ammortizzati dagli sgravi previsti dal Salva-Italia», continua Bortolussi.

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«Pur riconoscendo che questo Governo ha dimostrato in più di una occasione di avere una certa sensibilità nei confronti delle piccole imprese – grazie all’approvazione del decreto per il  pagamento dell’IVA per cassa, i 6,7 miliardi messi a disposizione alla  Pubblica amministrazione per pagare i fornitori o la riduzione del versamento dell’acconto IRPEF relativo al 2011 – la situazione generale è tale che difficilmente le imprese, soprattutto quelle di piccola dimensione, potranno superare questo triennio con un carico fiscale aggiuntivo di questa portata.

Non possiamo sperare di rilanciare l’occupazione e in generale l’economia se penalizziamo soprattutto le piccole imprese che costituiscono il  tessuto connettivo della nostra economia» Ha concluso Bortolussi.