Sconti IMU nel 2013 per PMI e famiglie: la proposta

di Barbara Weisz

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IMU 2012-2013: Confesercenti calcola l'apporto delle PMI commerciali e propone di sfruttare il maggiore gettito versato per concedere un credito d'imposta nel nuovo anno: le proposte.

Sconti sulla prima rata IMU 2013 per PMI e famiglie: è la proposta di Confesercenti che ipotizza un credito d’imposta pari al rincaro delle aliquote comunali rispetto allo 0,76% ordinario, visto che il gettito 2012 sarà superiore alle stime (23 miliardi invece di 18 previsti).

La proposta nasce per contrastare gli eccessivi rincari per negozi e botteghe rispetto all’ICI (+140%): questi immobili (C1) versano un’imposta 2012 di circa 1,8 mld di euro; nella metà dei casi sono di proprietà di persone fisiche, per metà utilizzati per attività d’impresa e per l’altra metà dati in locazione.

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I 2/3 del rincaro globale si scaricano sulle PMI. A rischio anche le imprese che lavorano in un immobile in affitto, nel caso il proprietario decida di compensare con un aumento del canone di locazione.

Gli aumenti che secondo Confesercenti rendono troppo onerosa l’IMU per negozi e botteghe sono:

  • base imponibile (il coefficiente è passato da 34 a 55), per un aggravio del 62% rispetto all’ICI.
  • aliquota ordinaria (0,76% contro lo 0,664%) con un peso del 14% sul rincaro complessivo.
  • aliquote comunali (quella effettiva media è pari allo 0,97%).

La denuncia di Confesercenti riguarda soprattutto il meccanismo di calcolo della quota erariale  (0,38% dell’imponibile), che porta nelle casse dello Stato 9 miliardi su 23 di gettito complessivo IMU: il sistema attuale favorisce la tendenza ad alzare le aliquote (un maggiore gettito va interamente al Comune) mentre scoraggia una riduzione (il minore gettito lo pagherebbero il Comune).

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Proposte IMU 2013

  1. Nuova distribuzione IMU fra Stato e Comuni per non costringere i Comuni ad alzare le aliquote mantenendo una certa equità nell’applicazione dell’imposta.
  2. Azzeramento aumenti IMU nei Comuni su botteghe, negozi, locali destinati ad attività produttive lasciando l’aliquota allo 0,76%.

La proposta sarebbe quella di recuperare la somma in sede di versamento della prima rata IMU 2013, sfruttando i 5 miliardi di gettito in più versati nel 2012, sufficienti anche per sconti alle famiglie.

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