IMU, come calcolare le quote del Comune e dello Stato

di Barbara Weisz

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Si avvicina il pagamento della seconda rata IMU, ecco come calcolare l'importo dovuto, capire quando scindere la quota statale e comunale e calcolarle. Vademecum ed esempi.
IMU, il calcolo delle quote allo Stato e ai comuni

Per ottenere l’importo IMU del saldo di dicembre bisogna calcolare l’imposta utilizzando le aliquote definitive dei Comuni, e quindi sottrarre quanto già pagato in sede di acconto. <= Vai alla mappa delle aliquote IMU per le abitazioni

Ma attenzione: per le seconde case, così come per gli immobili delle imprese (uffici, negozi, magarzzini e via dicendo), bisogna poi separare la quota che va allo Stato da quella che invece spetta al Comune. Bisognava farlo anche a giugno, ma in quel caso il calcolo era semplice: bastava dividere in due l’acconto. Adesso invece l’operazione è più complessa. La quota di IMU che va allo Stato è pari allo 0,38% del valore dell’immobile. Il resto va al Comune.

=> Vai alla mappa delle aliquote comunali per le imprese

La prima cosa da ricordare è che la separazione fra queste due aliquote, statale e comunale, non va fatta per la prima casa e per i fabbricati rurali. Riguarda invece tutte le altre tiplogie di immobili.

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IMU statale

La quota che va allo Stato in generale è la stessa già pagata in sede di acconto di giugno, ma potrebbero esserci dei cambiamenti dovuti alle successive delibere comunali (per esempio in caso di immobili degli anziani ricoverati). Inoltre, visto che nel modello F24 si inseriscono le cifre arrotondate, è meglio ripetere il calcolo, che è comunque utile conoscere per evitare errori.

La quota dello Stato è pari allo 0,38% e si applica sul valore dell’immobile. Quest’ultimo è l’imponibile IMU e si ottiene rivalutando la rendita catastale dello 0,5% (<= Leggi come trovare la rendita catastale) e poi moltiplicando il risultato per i coefficienti relativi alle varie tipologie di immobili, che sono gli stessi già utilizzati a giugno:

  • 160 per abitazioni e pertinenze, ovvero categorie catastali A (tranne A/10), C/2, C/6 e C/7.
  • 140 per il gruppo catastale B e le categorie C/3, C/4 e C/5 (scuole, uffici pubblici, magazzini, laboratori).
  • 80 per le categorie A/10 e D/5 (uffici, studi professionali, banche)
  • 60 per il gruppo catastale D (immobili produttivi) ad eccezione della categoria D/5.
  • 55 per negozi e botteghe: categoria catastale C/1.

È lo stesso calcolo già fatto lo scorso giugno. Ad esempio, nell’ipotesi di una seconda casa la cui rendita castale è pari a 1000 euro: rivalutandola del 5% si ottiene la somma di 1050 euro, motiplicandola per il coefficiente di 160 si arriva a 168mila euro.

Su questo valore, l’imponibile IMU, bisogna calcolare lo 0,38% che va allo Stato. Nel caso in esempio, il risultato è 638,4 euro.

Questa è la quota totale che va allo Stato, ma una parte è stata già pagata con l’acconto di giugno. Dunque, bisogna sottrarre a 638,4 la parte di IMU allo Stato versata a giugno (in pratica, era la metà dell’acconto).

Visto che a giugno è stata applicata l’aliquota IMU standard dello 0,76%, l’acconto di una seconda casa con rendita catastale di 1000 euro, al netto dell’arrotondamento, era Stato pari a 638 euro e la metà già pagata come quota statale è di 319 euro.

Quindi: 638,4-319= 319,4.

Importante ricordarsi che si arrotonda all’euro, la quota che va allo Stato da inserire in F24 sarà pertanto di 319 euro.

Un calcolo alternativo, e forse più semplice, è quello di applicare lo 0,19% all’imponibile IMU: nel nostro caso, lo 0,19% di 168mila è 319,2 euro. Quindi con l’arrotondamento si arriva sempre a 319.

IMU comunale

La quota IMU comunale sarà invece diversa da quella pagata a giugno. Per ottenerla, bisogna calcolare l’IMU applicando le aliquote decise dai diversi Comuni. Prendiamo il caso di un’Amministrazione che applica l’aliquota massima dell’1,06% e non prevede alcuna agevolazione per le seconde case. Riprendendo l’esempio dell’immobile considerato precedentemente, l’IMU totale dell’immobile è 1780,8 euro.

=> Vai alle aliquote dei Comuni per immobili in affitto e sfitti

=> Leggi dove l’IMU è più cara fra i capoluoghi itaiani

A questo punto si sottraggono l’intero importo dell’acconto di giugno (638 euro) e quello della quota statale del saldo (319). Risultato: 823 euro. <= Leggi come di paga il saldo di dicembre, non solo F24

Il totale del saldo IMU di dicembre è pari a 1142 euro, ovvero 823+319. Le due cifre vanno inseriti in F24 negli appositi campi dedicati all’aliquota statale e a quella comunale.