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Scadenze bollo fatture, rottamazione, conguagli IRPEF e imposta affitti

di Anna Fabi

2 Marzo 2026 10:25

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Nella prima settimana di marzo scadono bollo fatture, rata Rottamazione-quater, conguagli IRPEF e imposta sui contratti di affitto. Nella seconda CU e IVA.

Marzo 2026 si apre con un calendario fiscale fittissimo di scadenze.  Nei primi nove giorni del mese si concentrano adempimenti che riguardano quasi tutti i contribuenti, dalle partite IVA con fatture elettroniche ai datori di lavoro che devono chiudere i conguagli fiscali, dai proprietari di immobili ai contribuenti ancora in regola con la Rottamazione quater.

Si parte subito “col botto” con tre importanti scadenze già il 2 marzo, data che accoglie i termini del 28 febbraio caduto di sabato.

Bollo sulle fatture elettroniche del quarto trimestre 2025

Entro il 2 marzo 2026 si deve versare l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche calcolando l’importo dovuto per quelle emesse tra ottobre e dicembre 2025. L’Agenzia delle Entrate calcola automaticamente il totale dovuto sulla base dei dati transitati dal Sistema di Interscambio e mette a disposizione due elenchi sul portale Fatture e Corrispettivi: l’elenco A con le fatture già correttamente marchiate e l’elenco B, modificabile, con quelle che avrebbero dovuto esserlo. I contribuenti avevano tempo fino al 31 gennaio per verificare e correggere i dati; oggi scade il versamento.

Il pagamento avviene tramite F24 telematico, con il codice tributo 2524 per il quarto trimestre. Chi non supera la soglia dei 5.000 euro complessivi nei primi trimestri dell’anno può posticipare, ma per il quarto trimestre non esiste questa flessibilità: la scadenza è fissa a fine febbraio, slittata quest’anno al 2 marzo.

Conguaglio IRPEF e chiusura TFR per i datori di lavoro

Il 2 marzo è anche l’ultimo giorno utile per il conguaglio IRPEF in busta paga a cura dei datori di lavoro, che devono versare le ritenute emergenti dal ricalcolo fiscale di fine anno. I conguagli si possono effettuare con le denunce di dicembre (versamento entro il 16 gennaio), di gennaio (versamento entro il 16 febbraio) o, per quelli che coinvolgono anche il TFR, con la denuncia di febbraio — il cui termine di versamento è appunto il 16 marzo, ma chi deve ancora chiudere il conguaglio base entro questa prima finestra ha il 2 marzo come limite.

Imposta di registro per i contratti di affitto di febbraio

Chi ha stipulato o rinnovato l’affitto con decorrenza 1° febbraio 2026 senza optare per la cedolare secca deve registrarlo e versare l’imposta di registro sui contratti di locazione di registro entro il 3 marzo — cioè entro 30 giorni dalla data di decorrenza del contratto. Il versamento avviene tramite modello F24 ELIDE, con il codice tributo 1501 per il regime ordinario. L’aliquota è del 2% sul canone annuo per le locazioni abitative ordinarie, con un minimo di 67 euro.

Chi ha invece optato per la cedolare secca 2026 è esonerato dall’imposta di registro e dall’imposta di bollo: per loro l’unica tassa è l’imposta sostitutiva sul canone, versata con le scadenze annuali.

Ultima chiamata per la rata della Rottamazione quater

Il 9 marzo è la vera scadenza critica della settimana per chi ha un piano di definizione agevolata in corso. L’ultima rata della Rottamazione quater aveva come termine ordinario il 28 febbraio che, cadendo di sabato, slittava al 2 marzo. Visto che però la legge riconosce cinque giorni di tolleranza, il pagamento effettuato entro il 9 marzo è considerato tempestivo a tutti gli effetti. Un giorno di ritardo oltre quella data, invece, comporta la decadenza dal piano e il recupero dell’intero debito residuo. Il Milleproroghe 2026 non ha previsto alcuna riapertura dei termini di adesione né nuove proroghe: chi decade non ha al momento strade alternative all’interno della Rottamazione quater.

Opposizione ai dati sanitari nella precompilata

Sempre entro il 9 marzo, i contribuenti che non vogliono che le proprie spese sanitarie del 2025 siano caricate automaticamente nella dichiarazione precompilata devono esercitare l’opposizione tramite il sito del Sistema Tessera Sanitaria, accedendo con SPID o tessera sanitaria. L’opposizione ai dati sanitari nella precompilata non cancella i dati dalle banche dati del Fisco: impedisce solo che vengano precaricati nel 730. Se si decidesse in seguito di utilizzarli per le detrazioni, bisognerà inserirli manualmente. La dichiarazione precompilata 2026 sarà disponibile dal 30 aprile.

Le scadenze fiscali della seconda settimana

Le scadenze della prima settimana sono solo il prologo: il 16 marzo concentra la maggior parte degli adempimenti del mese, tra liquidazione IVA mensile e saldo IVA 2025, versamento delle ritenute IRPEF di febbraio, invio della Certificazione Unica ai dipendenti e all’Agenzia delle Entrate — adempimento quest’anno anticipato rispetto al vecchio termine del 31 marzo.

Le novità sulla Certificazione Unica 2026 riguardano in particolare i lavoratori autonomi, per i quali scatta un doppio binario di scadenze: il 16 marzo per i dati che alimentano la precompilata dei dipendenti, il 30 aprile per quelli dei professionisti. Per il versamento IVA, il riferimento rimane il calendario delle liquidazioni periodiche IVA.