Nel corso di un question-time alla Camera sulla Manovra 2026, il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, ha chiarito che, al momento, non è possibile prorogare la rateizzazione del secondo acconto delle imposte sui redditi. Una misura che, nelle scorse settimane, era stata auspicata da imprese e professionisti per alleviare la pressione dei versamenti fiscali di fine anno.
“Al momento la possibilità di prorogare la rateizzazione del secondo acconto non è possibile”, ha spiegato Giorgetti, sottolineando che un rinvio dei termini comporterebbe inevitabilmente un rinvio del gettito fiscale “che è necessario per gli equilibri di finanza pubblica”.
Imposte dirette: secondo acconto senza rate
Il ministro Giorgetti ha ricordato che la scadenza del secondo acconto IRPEF, IRES e IRAP rappresenta una delle principali entrate per l’Erario negli ultimi mesi dell’anno, perciò essenziale per la copertura di spese correnti e degli impegni contenuti nella prossima Legge di Bilancio 2026. Qualsiasi differimento del pagamento “determinerebbe effetti di cassa rilevanti”, incidendo sulla sostenibilità temporanea dei conti pubblici.
Allo stato attuale, quindi, il calendario fiscale resta invariato: il secondo acconto dovrà essere versato entro il 2 dicembre 2025 (poiché il 30 novembre cade di domenica), salvo specifiche eccezioni per i contribuenti che hanno optato per regimi agevolati o per l’applicazione di particolari crediti d’imposta compensativi.
Pur confermando la linea di rigore, Giorgetti non ha chiuso del tutto la porta a una revisione della misura. “Non escludo possa essere fatto”, ha precisato, “ma solo dopo aver verificato la sostenibilità degli effetti di cassa”. Una formula prudente, che lascia spazio a una eventuale valutazione tecnica successiva in base all’andamento del gettito fiscale e alla disponibilità di risorse aggiuntive.
Sostenibilità dei conti in Manovra 2026
Il chiarimento di Giorgetti si inserisce in un quadro di attenzione ai saldi di bilancio in vista dell’esame parlamentare della Manovra 2026. Con l’approvazione del Documento programmatico di bilancio e la definizione degli obiettivi di finanza pubblica, il Ministero dell’Economia ha confermato la necessità di preservare gli equilibri tra entrate e spese, rinviando eventuali allentamenti a momenti di maggiore stabilità macroeconomica.
Per ora, dunque, il secondo acconto delle imposte dirette dovrà essere versato in un’unica soluzione entro il termine previsto. Ogni eventuale decisione di riaprire al pagamento dilazionato sarà subordinata, come ha chiarito il ministro, a una successiva verifica di compatibilità con le esigenze di cassa e con le regole europee di bilancio.
Le reazioni di imprese e professionisti
La rateizzazione del secondo acconto era stata già oggetto di discussione nel 2023, quando il Governo aveva consentito un pagamento scaglionato per le Partite IVA, in presenza di determinati requisiti di reddito. Tuttavia, l’agevolazione era stata qualificata come misura straordinaria e non strutturale, in quanto limitata a un solo esercizio fiscale.
La conferma del ministro ha suscitato preoccupazione tra le associazioni di categoria, in particolare tra artigiani, commercianti e professionisti, che lamentano un carico fiscale concentrato negli ultimi mesi dell’anno e chiedono maggiore flessibilità nei pagamenti.
Secondo le sigle rappresentative del mondo produttivo, una rateizzazione non comporterebbe un minore gettito, ma ne distribuirebbe l’impatto nel tempo, rendendo più gestibile la liquidità aziendale in un contesto di rallentamento economico e incertezza sui tassi di interesse.