La pressione fiscale che grava sui cittadini non è la stessa in tutte le città italiane, che si caratterizzano per una tassazione differente che spesso riflette un maggiore o minore impegno nella gestione dei servizi.
Secondo un recente studio condotto dal REP (il Centro di ricerca sugli enti pubblici di Fondazione Etica), in cima alla classifica dei centri urbani in cui le tasse sono più onerose si colloca Venezia (2.437 euro l’anno per abitante), che supera perfino Milano (oltre 2.100 euro annui).
Seguono Firenze (2.027 euro), Siena (1.813 euro), Roma (1.600 euro), Brescia (1.473 euro), Bologna (1.466 euro), Salerno (1.450 euro), Genova e Pisa (1.425 euro e 1.416 euro).
Fanalino di coda è invece Barletta (652 euro), a poca distanza da Belluno (659 euro), Isernia (676 euro), Carbonia (677 euro), Oristano (698 euro), Andria (718 euro), Treviso (728 euro), Trani (730 euro), Nuoro e Forlì (739 euro e 785 euro).
Sebbene nella maggioranza dei casi i dati sulla pressione fiscale siano collegati a un alto livello di reddito pro capite, esistono alcune eccezioni come, ad esempio, Belluno: il centro ha meno di 800 euro pro capite di tassazione ma il reddito imponibile è elevato, pari a 21.000 euro. Salerno, invece, ha una pressione fiscale molto alta ma il reddito imponibile degli abitanti non raggiunge i 16.000 euro pro capite.