Euro digitale più vicino: entrata in circolazione nel 2029

di Barbara Weisz

25 Settembre 2025 09:58

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A ottobre la BCE avvia la fase operativa dell'euro digitale dopo alla sperimentazione mentre a Bruxelles prosegue l'iter di legge: debutto verso il 2029.

L’entrata in circolazione dell‘euro digitale si avvicina ma i tempi non sono strettissimi ma durante l’ultimo Ecofin gli Stati Membri UE hanno intanto trovato un accordo politico che serve «definire l’intero processo tra BCE e Stati», come ha spiegato il ministero dell’Economia, Giancarlo Giorgetti.

A ottobre la Banca Centrale Europea avvierà la fase operativa, successiva alla sperimentazione ma, dal momento in cui l’Europa approverà definitivamente il progetto a quello in cui la valuta sarà effettivamente disponibile, si prevede che passino almeno due anni e mezzo.

Secondo Piero Cipollone, componente del Comitato esecutivo della BCE con delega sui sistemi di pagamento, l’euro digitale sarà realtà nel 2029. La previsione si basa sul fatto che «fino ad ora non abbiamo registrato alcuna contrarietà da parte di legislatori e Governi» ma l’iter legislativo è lungo e sarà seguito da una fase di test delle infrastrutture.

Se ne ha parlato durante la conferenza Future of Finance organizzata da Bloomberg. L’iter prosegue su più fronti: i governi, la Commissione, il Parlamento e la Banca Centrale Europea.

Come funziona l’euro digitale

L’obiettivo del progetto è garantire l’indipendenza e la sovranità finanziaria dell’Europa ma anche la sua stabilità. L’accordo politico deve fissare una serie di regole che vadano in questo senso. L’euro digitale non è paragonabile agli strumenti di pagamento digitali, perchè si tratta di una vera e propria valuta, che si differenzia da quella cartacea solo per la dematerializzazione. La Bce lo definisce un equivalente elettronico al cash. Un prelievo al bancomat funzionerebbe esattamente come oggi, con la differenza che invece delle banconote cartacee verrebbero emessi degli euro digitali. Si versano direttamente in un digital wallet, dal quale si possono fare tutte le operazioni di pagamento anche verso i privati. L’utilizzo è del tutto analogo a quello del contante, e anche il valore della moneta.

Il limite all’utilizzo

Uno dei nodi fondamentali intorno ai quali si sta sviluppando il dibattito politico e anche quello all’interno del board Bce, riguarda l’ipotesi di fissare un tetto massimo alla cifra che si può avere nel proprio portafoglio digitale. Si parla di cifra intorno ai 2mila o 3mila euro, ma per il momento sono solo ipotesi di massima. Il motivo per cui il decisore europea si sta orientando in questo senso è spiegato da Giorgetti: «il limite di utilizzo favorirà infatti l’utilizzo, e impedirà che diventi una sorta di riserva di valore», rispondendo anche alle preoccupazione del sistema bancario e finanziario.

La valuta digitale non comporta spese, come per esempio gli strumenti di pagamento, ed è garantita da una banca centrale. Quindi c’è il rischio che diventi una sorta di alternativa al conto corrente.

L’iter per l’entrata in circolazione

Cipollone segnala come detto che i Governi UE potrebbero raggiungere un’intesa entro la fine dell’anno, mentre per il dibattito parlamento a Strasburgo i tempi attesi sono un po’ più lunghi: «se non sarà il secondo sarà il terzo trimestre».

L’iter della BCE sarà più chiaro nel mese di ottobre, quando si dovrebbe concludere l’attuale fase preparatoria e il Consiglio direttivo dovrà decidere sul modo in cui implementare il progetto.

In ogni caso, anche «dando per scontato che per la fine del prossimo anno la legislazione sia pronta», segnala Cipollone, è necessaria poi una lunga fase di preparazione dell’infrastruttura: piattaforma digitale, funzionamento dei pagamenti, inclusione. La partenza non può avvenire prima che tutti i paesi dell’eurozona siano in grado di far funzionare nello stesso modo l’euro digitale.

Sul portale della BCE sono disponibili a questo link le schede informative e i dati sull’iter di legge, con le risposte alle domande più frequenti.