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Pensione integrativa: cos’è, come funziona, tipologie

di Barbara Weisz

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Come scegliere la migliore pensione integrativa per ottenere una pensione complementare: guida completa agli strumenti, i costi e i vantaggi.

L’iscrizione a una forma di previdenza integrativa consente di avere una sorta di seconda pensione complementare, che si forma attraverso i versamenti che il risparmiatore effettua nel corso degli anni. Vediamo con precisione come funziona questo mercato e come funzionano i fondi pensione.

Cos’è la pensione integrativa e a cosa serve

La previdenza integrativa è una forma di risparmio che consente di accantonare somme che di trasformano poi in un assegno previdenziale.

Tipologie di pensioni integrative

Ci sono diverse possibili di previdenza integrativa:

  • i fondi negoziali, che sono legati ai contratti di lavoro,
  • i fondi aperti, che sono gestiti da banche, imprese di assicurazione, società di gestione del risparmio (SGR) e società di intermediazione mobiliare (SIM) raccogliendo adesioni su base individuale e collettiva,
  • i piani individuali pensionistici, o PIP, che sono invece gestiti dalle compagnie assicurative.

Come funziona la pensione integrativa

Nel corso degli anni si accantonano somme che vanno a formare una rendita previdenziale. Il meccanismo varia in base al fondo prescelto.

I fondi pensione negoziali, o contrattuali, fanno riferimento al proprio contratto di lavoro. Sono istituiti dalla contrattazione collettiva, oppure da accordi territoriali. Il lavoratore può dunque aderire al fondo pensione della sua specifica categoria contrattuale. Quando viene assunto, ha sei mesi di tempo per decidere se destinare o meno gli accantonamenti TFR al fondo pensione di categoria. Se invece vuole lasciare la somma in azienda a formare il trattamento di fine rapporto, deve indicarlo, in caso contrario scatta il silenzio assenso a favore dell’adesione al fondo pensione. I contratti di lavoro possono prevede la cosiddetta “adesione contrattuale”, in base alla quale è fissato il contributo alla previdenza complementare che viene versato lla datore di lavoro. Il lavoratore può eventualmente scegliere di integrarlo.

I fondi pensione aperti sono invece gestiti da banche o intermediari finanziari detti SGR (società di gestione dle risparmio) o SIM (società investimento mobiliare). Si alimentano esclusivamente con i contributi versati dal lavoratore che aderisce.

I PIP (piani individuali previdenziali) vengono stipulati con le assicurazioni e raccolgono adesioni solo su base individuale. Sono sostanzialmente delle forme di assicurazione sulla vita di ramo I oppure III.

=> Pensioni e previdenza complementare: domande e risposte

Quanto versare per avere una pensione integrativa

La quantificazione della prestazione a cui si avrà diritto dipende sostanzialmente dai seguenti elementi:

  • importo complessivamente versato alla forma pensionistica complementare;
  • durata del periodo di contribuzione (più anni =più contributi);
  • costi sostenuti durante la partecipazione alla forma pensionistica;
  • rendimenti (al netto della tassazione) ottenuti con l’investimento sui mercati finanziari di quanto versato.

La differenza fondamentale fra gli istituti di previdenza e i fondi pensione è rappresentata dal fatto che i primi versano le pensioni vere e proprie e hanno una governance stringente, mentre i secondi sono prodotti di investimento, soggetti a oscillazioni di mercato.

Come si aderisce a un fondo di previdenza integrativa

Ai fondi negoziali, l’adesione può avvenire su base contrattuale: gli accordi prevedono quale sia il fondo di riferimento delle diverse categorie di lavoratori, i livelli minimi di contribuzione, l’aliquota a carico del datore di lavoro.

La firma del contratto di fondo negoziale può materialmente avvenire presso l’azienda, la sede del fondo pensione, quella dei sindacati che hanno sottoscritto l’accordo o dei patronati incaricati dal fondo. L’adesione a un fondo aperto avviene presso la sede della banca o dell’organismo che lo gestisce. Stesso discorso per i PIP.

La Guida ai fondi pensione della COVIP, l’istituto di vigilanza dei fondi pensione, sottolinea alcune importanti valutazioni da effettuare prima di aderire a un fondo pensione:

  • confronta i costi applicati dalle diverse forme pensionistiche complementari: si può utilizzare il comparatore dei costi pubblicato sul sito della COVIP;
  • verifica le linee di investimento che ti vengono proposte, i rischi finanziari connessi e valuta quella più adatta alle tue esigenze previdenziali.

Il Fondo pensione è tenuto a fornire tutte le informazioni sull’investimento, illustrando le caratteristiche della forma pensionistica (ad esempio, modalità di contribuzione, linee di investimento, costi, rendimenti ottenuti negli anni passati) e la Scheda dei costi, che descrive gli oneri da sostenere durante l’adesione.

I versamenti al fondo di previdenza complementare

Le modalità cambiano a seconda che si tratti di un fondo negoziale o di un altro prodotto di previdenza integrativa. Nel primo caso, i versamenti vengono effettuati sia dal datore di lavoro sia dal lavoratore (in percentuali precisamente stabilite in sede contrattuale e di adesione). Il lavoratore può anche destinare al fondo il proprio TFR. I versamenti ai fondi pensione aperti o ai PIP avvengono in base al contratto sottoscritto. Anche in questo caso, è possibile investire il TFR.

Come viene liquidata la pensione integrativa

Quando scatta l’età per la pensione di vecchiaia, in presenza di almeno cinque anni di versamenti, vengono riconosciute le prestazioni maturate, il cui importo dipende dal momento in cui si è cominciato ad alimentare il proprio fondo e a quanto si è scelto di versare nel proprio piano pensionistico, in base ai propri obiettivi di risparmio.

Le prestazione dei fondi di previdenza complementare

Possono essere di diversi tipi:

  • trasformazione del capitale versato in una rendita vitalizia (dal momento del pensionamento), differita (da un determinato momento, per tutta la vita),  associata a una copertura long-term care (in tal caso, viene aumentata se interviene la non autosufficienza);
  • liquidazione in anticipo fino al 50% del capitale accumulato in un’unica soluzione e il restante in rendita;
  • liquidazione dell’intero capitale nei casi previsti dalla legge, ossia montante accumulato esiguo oppure “vecchio iscritto” che ha aderito prima del 29 aprile 1993 a un fondo pensione già istituito alla data del 15 novembre 1992.

E’ possibile prevedere le regole da applicare in caso di decesso, individuando un beneficiario de capitale residuo. Sottolineiamo infine che negli ultimi anni è stata istituita la RITA, rendita anticipata, che consente di chiedere una rendita anticipata quando mancano al massimo cinque anni alla pensione (e in presenza di altri specifici requisiti).

=> Pensione integrativa con le opzioni di anticipo, riscatto e RITA

Vantaggi fiscali

La tassazione sulla previdenza integrativa è favorevole sia nel periodo in cui vengono effettuati i versamenti, che sono deducibili, sia sul fronte delle tasse che si pagano poi sulla prestazione previdenziale:

  • i versamenti alla previdenza integrativa si possono portare in deduzione fino al tetto di 5.164,57 euro all’anno;
  • i rendimenti sono tassati al 20%, se il fondo investe in titoli di stato le tla tassazione è quella più favorevole del 12,5%;
  • le tasse sulla pensione o sulla liquidazione del capitale prevedono un trattamento agevolato, che sconta una ritenuta del 15% che si può ridurre con l’anzianità di iscrizione fino a sei punti (con almeno 35 anni di contribuzione, l’imposta scende quindi al 9%).

=> Prestito vitalizio ipotecario: alternativa alla pensione integrativa

Con la sentenza n. 6928/2018 la Corte di Cassazione, ha inoltre chiarito che si è espressa contro il divieto di cumulo fra interessi e rivalutazione monetaria di una prestazione di riscatto integrale erogata da una forma di previdenza complementare.

Come scegliere la migliore pensione integrativa

Quale fondo offre i maggiori rendimenti? Quanto versare alla previdenza complementare per ottenere una pensione integrativa minima? Sono domande che si adattano al singolo caso del risparmiatore, perchè molto dipende da quanto si versa e per quanto tempo, nonché dai rendimenti previsti a seconda dello strumento in un determinato periodo: il confronto sui rendimenti in genere viene fatto rispetto al TFR.

Il mercato, inoltre propone una ricca offerta in grado di coprire la domanda e di personalizzare le proposte, ad esempio per quanto concerne la polizza dei fondi negoziali. Anche per i fondi pensione è possibile scegliere tra numerose opzioni, individuando quelle che meglio soddisfano ogni risparmiatore, soprattutto per quanto concerne le tipologie di rendita.