Incubatori di startup in Italia: quanti sono e come aiutano le nuove imprese

di Alessandra Caparello

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Incubatori certificati di startup in Italia: cosa sono, come funzionano e come aiutano in concreto le nuove imprese a nascere o consolidarsi sul mercato.

Mettersi in proprio e avviare una nuova realtà imprenditoriale è sempre una sfida stimolante che però richiede particolare attenzione. Chi avvia una startup ha dalla sua parte una figura importante che si chiama incubatore e il cui compito, per dirla molto brevemente, è quella di aiutare le nuove imprese a nascere. Attualmente, gli incubatori certificati iscritti nella sezione speciale del Registro delle Imprese sono 57, distribuiti su tutto il territorio nazionale.

Incubatori di startup: cosa sono e cosa fanno

Organizzazioni che accelerano la nascita di un’impresa attraverso un processo sistematico, che prevede vari passaggi e strumenti di sostegno, gli incubatore di startup aiuta la giovane impresa a dar forma al suo progetto imprenditoriale, mettendo a disposizione gli strumenti, le competenze e tutte le risorse necessarie.

E’ il Decreto legge 179 del 2012 a definire “incubatore certificato” una società che offre servizi per sostenere la nascita e lo sviluppo di start-up innovative.

Il medesimo decreto individua i requisiti per diventare incubatore certificato, in riferimento a società di capitali costituite anche in forma cooperativa di diritto italiano o Societas Europaee residenti in Italia. Nello specifico, l’incubatore di startup innovative:

  • dispone di strutture, anche immobiliari, adeguate ad accogliere startup innovative, quali spazi riservati per poter installare attrezzature di prova, test, verifica o ricerca;
  • dispone di attrezzature adeguate all’attività delle startup innovative, quali sistemi di accesso in banda ultralarga alla rete internet, sale riunioni, macchinari per test, prove o prototipi;
  • è amministrato o diretto da persone di riconosciuta competenza in materia di impresa e innovazione e ha a disposizione una struttura tecnica e di consulenza manageriale permanente;
  • ha regolari rapporti di collaborazione con università, centri di ricerca, istituzioni pubbliche e partner finanziari che svolgono attività e progetti collegati a start-up innovative;
  • ha adeguata e comprovata esperienza nell’attività di sostegno a startup innovative.

Il possesso dei requisiti è autocertificato dall’incubatore di startup innovative, mediante dichiarazione sottoscritta dal rappresentante legale, al momento dell’iscrizione alla sezione speciale del registro delle imprese, sulla base degli indicatori e relativi valori minimi che sono stati stabiliti con decreto del Ministero dello Sviluppo economico del 22 febbraio 2013.

Incentivi per incubatori

Le imprese in possesso dei requisiti possono dunque accedere allo status di incubatore certificato e poi godere delle relative agevolazioni registrandosi nella sezione speciale del Registro Imprese presso le camere di commercio.

Gli incubatori certificati beneficiano di un intervento semplificato, gratuito e diretto del Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese sui prestiti bancari. La garanzia, applicabile sia in via diretta che su operazioni effettuate tramite confidi, copre fino allo 80% del credito erogato dalla banca alle startup innovative e agli incubatori certificati, fino a un massimo di 2,5 milioni di euro. L’agevolazione si rivolge a startup innovative e incubatori certificati iscritti nella  sezione speciale del Registro delle Imprese.

Gli incubatori certificati possono anche remunerare i propri collaboratori con strumenti di partecipazione al capitale sociale (stock option) e i fornitori di servizi esterni attraverso schemi di work for equity. Il reddito derivante non concorre alla formazione di quello imponibile, né ai fini fiscali o contributivi.

Tipologie di incubatori di startup innovative

Allo stato attuale si possono individuare circa quattro tipologie di incubatori:

  • Business Innovation Center (pubblici) con l’obiettivo di stimolare la nascita delle imprese in un certo ambito o territorio o comunque favorire la contaminazione;
  • Incubatori Universitari (pubblici): offronto consulenze, tirocini universitari e spazi e dotazioni tecniche;
  • Corporate Private Incubator (privati): incubatori creati da una grande impresa che trae vantaggio dalla nascita di startup;
  • Indipendent Private Incubator (privati): a metà tra acceleratori e imprenditori, in realtà intervengono sulla startup non appena la fase di incubazione è conclusa.

Servizi offerti alle startup

Il periodo di incubazione di una startup può durare dai 3 ai 36 mesi, ma in realtà non esiste un limite di tempo per la durata dell’incubazione. I servizi più comunemente offerti sono:

  • formazione,
  • mentoring,
  • networking,
  • tramite con investitori,
  • consulenza anche legale,
  • spazi e strumenti di lavoro.

Per essere ammessi agli incubatorii bisogna rispettare i requisiti specificati dall’ente durante la fase di scouting.

Incubatore e acceleratore: quali differenze

Spesso si usano allo stesso modo, ma in realtà incubatore e acceleratore sono due nozioni molto diverse. In primo luogo, per i soggetti a cui si rivolgono.

  • L’incubatore è rivolto a startup che sono ai nastri di partenza (early stage) mentre l’acceleratore si rivolge a realtà già avviate e che necessitano di un aiuto maggiore.
  • Differenze importanti si registrano anche per ciò che riguarda i servizi offerti: l’incubatore aiuta all’avvio dell’impresa, l’acceleratore a sviluppare un progetto di una realtà imprenditoriale già nata, affiancando ad esempio business angel che aiutano a trovare nuovi investitori.

Per conoscere tutti gli incubatori certificati attivi in Italia si può consultare l’apposita banca dati su registroimprese.it.