Unioncamere: l’imprenditoria rosa resiste alla crisi

di Noemi Ricci

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Resiste meglio di quella maschile l'imprenditoria rosa: lo rivela Unioncamere all'apertura del "III Giro d'Italia delle donne che fanno impresa"

Cresce il numero di donne che si rendono lavorativamente autonome e, in tempi di crisi, dimostrano anche di saper far meglio dei colleghi maschi. A rivelarlo è uno studio Unioncamere, presentato alla prima delle nove tappe del “Terzo Giro d’Italia delle donne che fanno impresa“.

In Italia sono 862mila le “capitane d’impresa” che resistono alla crisi, facendo registrare -0,06% tra dicembre e giugno 2010 contro un calo di imprese individuali totale dello 0,33%.

Le imprenditrici rosa sono residenti soprattutto in Lombardia, Campania, Sicilia, Lazio e Piemonte.

Nonostante le imprese guidate da donne siano 25mila in meno di 5 anni fa (-2,91%) a causa della crisi, sembrano comunque fare meglio degli uomini (-3,88%) e del totale (-3,63%).

Le donne sembrano credere più degli uomini nelle opportunità offerte dal fare impresa, tanto da ricorrervi in misura sempre maggiore. Le più motivate da questo punto di vista sembrano essere le giovani donne e le immigrate. Queste ultime sono infatti cresciute del +47,9% (+17 mila imprese) in cinque anni corrispondente al 6,0% delle ditte individuali totali a conduzione femminile ed il 20% delle imprese individuali con titolare di nazionalità extracomunitaria.

Ricordiamo che il Terzo Giro d’Italia delle donne che fanno impresa è una iniziativa promossa insieme alle Camere di commercio e ai Comitati per l’imprenditoria femminile, volta ad approfondire le caratteristiche del mondo dell’imprenditoria femminile, passando per temi come l’inserimento delle donne nel mercato del lavoro.

Un tema caro al sistema camerale italiano, ne è una dimostrazione la rete di Comitati per l’imprenditoria femminile, nati da un Protocollo tra Unioncamere e Ministero dello Sviluppo Economico e attivi in tutte le province italiane con l’obiettivo di promuovere la cultura del fare impresa tra le donne e quindi delle pari opportunità.