IMU prima casa: il FMI boccia l’abolizione

di Barbara Weisz

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Nel consueto report sull'Italia il Fondo Monetario prende posizione contro l'ipotesi di abolire l'IMU sulla prima casa: raccomandazioni prioritarie, più occupazione per giovani e donne, meno tasse su imprese e lavoro.

Con un po’ di fantasia, si potrebbe dire che intorno alla riforma IMU si sta formando un inedito asse UE-FMI-Confindustria. Il Fondo Monetario Internazionale (FMI), nel report sull’Italia del 4 luglio – che in linea con le principali stime previsionali nazionali ed internazionali vede l’inizio della ripresa a fine 2013 – insiste su una serie di punti, fra cui l’imposta sugli immobili, che secondo gli esperti di Washington non sarebbe da abolire per la prima casa.

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«La tassa sulla proprietà sulla prima casa – scrivono gli esperti del FMI – dovrebbe essere mantenuta per ragioni di equità ed efficienza e la revisione dei valori catastali accelerata per assicurare l’equità».

Una posizione che in realtà viene semplicemente ribadita, e che si trova perfettamente in linea con quella contenuta nelle raccomandazioni europee all’Italia – che hanno accompagnato l’uscita dalla procedura per deficit eccessivo (leggi qui) – e anche con quanto a più riprese espresso dal presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, secondo il quale la priorità in materia di politiche economiche per il futuro immediato, più che l’IMU (o l’IVA), deve essere il taglio del cuneo fiscale.

E sulla necessità di puntare sul competitività e produttività delle imprese e mercato del lavoro, con un occhio particolare all’occupazione dei giovani e delle donne, insiste il Fondo Monteario Internazionale. Vediamo nel dettaglio prospettive e ricette per l’Italia.

Governo Letta: no ai consigli FMI su IMU

«Noi faremo una riforma che supererà l’IMU così com’è oggi impostata, andiamo avanti su quella strada», così il premier Enrico Letta ha commentato i suggerimenti in tema di IMU del FMI.

«FMI come di consueto ha dato molti consigli all’Italia. Alcuni li accetteremo altri no. Sull’IMU non accetteremo consiglio FMI», ha aggiunto il vice premier Angelino Alfano sul proprio profilo Twitter.

Tasse: tenere l’IMU

Nel capitolo tasse è contenuta la raccomandazione a non togliere l‘IMU sulla prima casa, mentre più in generale si insiste su Spending Review, lotta all’evasione fiscale e al riciclaggio, aumento delle imposte di successione, infrastrutture.

Bisogna invece abbassare le tasse sul lavoro, che sono superiori di quattro punti di PIL rispetto alla media europea (leggi qui). Questa misura sarebbe di stimolo all’occupazione e agli investimenti delle imprese.

Stime sul PIL

Il 2013 si chiuderà con un segno negativo pari al -1,8% – con un peggioramento rispetto al -1,5% precedentemente previsto – mentre il 2014 sarà l’anno del ritorno alla crescita: +0,7%, con un miglioramento di due punti percentuali rispetto alle precedenti previsioni.

La ripresa inizierà già a fine 2013, supportata in particolare dalle esportazioni e da una modesta ripresa degli investimenti.

Fondamentale è proseguire sulla strada delle riforme: bene quelle già intraprese su lavoro, liberalizzazione del mercato del gas, professioni, ma si suggeriscono passi avanti in materia di costi dell’energia elettrica (circa il 40% più alti che in Francia e Germania), privatizzazioni, spending review, norme anti corruzione, sistema giudiziario.

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Occupazione

Capitolo prioritario, con raccomandazioni precise, è quello dell’occupazione.

Innanzitutto è prioritario migliorare le politiche attive per il lavoro, supportando in particolare l’inserimento dei giovani: avanti con il Youth Guarantee Program Europeo, ma non solo.

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Secondo l’FMI, bisognerebbe pensare a un contratto di inserimento per i giovani che aumenti gradualmente le protezioni, e questa è un’ipotesi al momento non prevista da nessuna delle riforme in cantiere.

Incoraggiata anche la contrattazione di seconda livello, proposte agevolazioni fiscali per il secondo stipendio in famgilia, generalmente quello delle donne, la cui partecipazione al mondo del lavoro, sottolinea il report, è intorno al 50% ed è una delle più basse d’Europa.

Competitività

Oltre alle già citate misure di liberalizzazione, gli economisti del FMI chiedono al Governo di accelerare il pagamento dei 40 miliardi di debiti della PA alle imprese.

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Banche e accesso al credito

Il FMI fornisce infine una serie di raccomandazioni al sistema bancario (patrimonializzazione, ruolo delle fondazioni) e una precisa richiesta di migliorare il finanziamento alle PMI, anche spingendo su nuovi strumenti finanziari come i mini-bond.

Per maggiori informazioni vai al Report FMI del 4 luglio 2013