IVA, IMU e Spending Review: in Autunno la Fase II

di Barbara Weisz

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Dopo le Riforme IMU, TARES ed IVA previste tra luglio e dicembre, il Governo programma una nuova stagione di Spending Review, con il riordino degli incentivi alle imprese e delle detrazioni fiscali ai cittadini: i piani punto per punto.

Sarà un’estate di fuoco sul fronte fiscale: il Parlamento deve completare la Riforma IMU e TARES, convertire in legge Decreto Lavoro con gli sgravi alle imprese per le assunzioni agevolate (leggi le misure), definire lo slittamento di ulteriori tre mesi dell’aumento IVA, portandolo a dicembre  (vedi i rincari in compensazione).

Ed in autunno arriverà anche un nuovo Pacchetto Fiscale, che potrebbe confluire nella Legge di Stabilità 2014: una sorta di Spending Review Fase II con nuove sforbiciate sulle spese della PA, ulteriore riordino degli incentivi alle imprese e magari  una Riforma IVA.

Spending Review

Oltre ai tagli di spesa della PA mirati in base a un’analisi degli sprechi, è prevista la riorganizzazione delle agevolazioni fiscali per imprese e persone fisiche:

  • Persone fisiche. Rimodulazioni franchigie per le detrazioni del 19% in dichiarazione dei redditi  (es. spese veterinarie o attività sportive dei figli).
  • Imprese. Se è vero che dei 33 miliardi che ogni anno lo Stato spende per le imprese (Rapporto Giavazzi  nel Governo Monti) solo due terzi sono ben spesi, resterebbe un tesoretto da 11 miliardi da cui attingere (quasi intatto).

L’obiettivo è arrivare alla tanto attesa ripresa economica verso il 3°-4° trimestre 2013, che potrebbe a sua volta consentire politiche economiche più espansive rispetto a quelle rigorosissime gli ultimi anni.

Aumento e Riforma IVA

Il Governo ha rinviato l’aumento dell’aliquota al 22% al primo ottobre (dal previsto primo luglio), ma le imprese (PMI del commercio in testa) spingono per evitare del tutto l’aumento (leggi qui). La maggioranza sembra più orientata a prorogare lo slittamento di altri tre mesi. Sarà certamente materia di dibattito in sede di conversione in legge del Decreto: il problema è di risorse (il rinvio di tre mesi costa un miliardo, di sei il doppio, l’abolizione 4 miliardi l’anno), quindi è fondamentale capire quale sarà l’andamento dell’economia.

Poi toccherà al Pacchetto Fiscale, che dovrebbe contenere una Riforma dell’IVA, con l’aumento di alcune voci oggi tassate al 4%, che passeranno all’aliquota del 10% o del 21%. In materia di coperture, il discorso IVA si incrocia con IMU, TARES e via dicendo.

IMU e TARES

L’IMU sulla prima casa vale 4 miliardi: il Dl di sospensione (iter di conversione in scadenza il 22 luglio) impone la riforma della tassazione sugli immobili entro agosto, in mancanza della quale scatta il versamento della prima rata (rinviata) entro il 16 settembre. Fra le ipotesi, eliminazione dell’imposta sulle abitazioni principali o rimodulazione, che la elimini solo per prime case non di lusso e redditi bassi.

La riforma potrà prevedere anche l’introduzione della Service Tax, un’imposta municipale che unisca IMU e TARES (la cui maggiorazione rispetto alla vecchia TARSU è prevista per dicembre, rinunciare al quale costerebbe un altro miliardo).

Un’altra misura che il governo vorrebbe evitare è l’aumento dei ticket sanitari nel 2014, il che significa altri 2 miliardi.

Sommando tutte gli aggravi fiscali che si vorrebbero evitare, si arriva ad un totale di 11 miliardi: e qui scatta la Spending Review 2.

Scenario

Confindistria insiste sulla necessità di privilegiare la riduzione del cuneo fiscale rispetto ad altri interventi di tassazione (come IMU e IVA).  Le Raccomandazioni UE che hanno accompagnato l’uscita dell’Italia dalla procedura per deficit eccessivo (leggi qui): insistono sulle misure a favore di imprese e lavoro e sulla necessità di privilegiare l’imposizione indiretta (IVA), rispetto a quella diretta (tasse sul reddito). Pur se non vincolanti, aiuterebbero a rispettare il tetto obbligatorio del 3% di rapporto deficit-PIL.

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