IMU, i Comuni alzano l’aliquota alle imprese

di Barbara Weisz

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IMU sugli immobili d'impresa verso l'aliquota massima dell'1,06%, fino al 31 ottobre per deliberare nuovi aumenti comunali: guida alle possibili agevolazioni.

Il rincaro IMU da parte dei Comuni interesserà essenzialmente gli immobili d’impresa (uffici, negozi, magazzini): le aliquote finali saranno stabilite entro il 31 ottobre ma è già evidente il ritocco al rialzo per l’aliquota dello 0,76% che, in media, finora è già schizzata  a 0,95%.

Gli aumenti deliberati in sede comunale andranno a conguaglio nel saldo IMU (scadenza: 16 dicembre), detraendo quanto già pagato in sede di acconto dall’ammontare annuo dovuto.

Vediamo nel dettaglio che situazione si va delineando.

Rincaro IMU per imprese

Se sulle prime case sono pochi i Comuni che hanno optato per l’aliquota massima, per le altre abitazioni (compresi gli immobili di impresa) è vero il contrario: Roma, Napoli, Torino, Genova e Venezia  hanno già deliberato l’aliquota massima dell’1,06%. Milano prevede l’1,06% per le case sfitte e lo 0,96% per quelle affittate (con sconti ulteriori per i canoni concordati).

Alcuni Comuni fermano dunque l’aliquota sulle seconde case allo 0,76% nel caso in cui gli immobili siano affittati (a volte l’agevolazione riguarda solo gli affitti calmierati, a volte anche quelli liberi).

Praticamente nessuno è sceso sotto lo 0,76% (si poteva fare, fino allo 0,46%).

Agevolazioni

In alcuni casi i Comuni hanno introdotto delle agevolazioni per alcune tipologie aziendali.Vediamo qualche esempio derivante da un’indagine del Sole24Ore.

Ad esempio Venezia, pur portando l’aliquota all’1,06%, introduce un’agevolazione per imprese che non licenziano e anzi assumono: in particolare, l’aliquota resta allo 0,76% per le aziende che non hanno licenziato nessuno negli ultimi due anni e che assumono a tempo indeterminato disoccupati con meno di 30 anni o con più di 50 anni. L’aliquota ridotta si applica per la sola annualità in cui è avvenuta o sono avvenute le assunzioni, previa autocertificazione.

In alcuni Comuni (nel 9,3%) è stata introdotta un’aliquota ridotta (in media intorno allo 0,5%) per capannoni, negozi o laboratori gestiti dal titolare.

Nel 5,8% dei casi ci sono tasse ridotte per i beni merce, mentre il 4,7% dei Comuni prevede imposta ridotta per cinema e teatri e agevolazioni per le nuove imprese (qui l’aliquota media è dello 0,43%).

Seguono (3,5%) le agevolazioni per botteghe storiche o negozi di vicinato, mentre in ultima posizione (2,3% dei casi) le aliquote agevolate per chi assume apprendisti, ricercatori o disoccupati.