Risparmio, trend 2012: buoni postali, titoli di stato, conti deposito

di Barbara Weisz

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In tempi di crisi gli investitori si rivolgono a prodotti sicuri e anche più convenienti dal punto di vista fiscale come titoli di stato e conti deposito: il report Prometeia-Gfk Eurisko al Salone del Risparmio. E gli Oscar del Risparmio 2012.

La crisi, che si porta dietro un calo dei consumi interni fotografato da tutte le ultime analisi, si fa sentire anche sulla propensione al risparmio, in calo secondo gli ultimi dati di Bankitalia: e in questo clima, gli investitori si concentrano sempre più su prodotti di investimento sicuri (in primis, titoli di stato) e magari con una tassazione più favorevole.

Lo rileva l’“Osservatorio risparmi delle famiglie 2012” presentato da Gfk Eurisko e Prometeia in occasione del Salone del Risparmio 2012, la tre giorni milanese nei locali dell’Università Bocconi che ha dedicato i primi due giorni agli addetti ai lavori, per aprire solo il terzo al pubblico.

Risparmio: i trend 2012

Privilegiando i paradigmi di solidità, sicurezza e stabilità, gli investitori si orientano sempre più verso prodotti come i Buoni Postali e i beni rifugio, gli unici prodotti di investimento che, secondo l’indagine Gfk Eurisko-Prometeia, segnano una crescita di diffusione e di fiducia rispetto al 2011. Si conferma l’interesse per la liquidità, con il successo dei conti deposito.

Un altro trend in crescita nel 2012 è rappresentato dagli investimenti in titoli di stato, come ha dimostrato il recente successo dell’asta del Btp Italia.

In genere, il mercato risente parecchio oltre che della crisi anche delle novità in materia fiscale (titoli di stato e raccolta postale mantengono l’aliquota al 12,5%, mentre gli altri investimenti finanziari sono tassati al 20%).

Per quanto riguarda i fondi comuni, la ripresa è vista non prima del 2013.

Fondi pensione

In particolare in relazione ai fondi pensione, il report prevede una crescita intorno all’1,4% al 2014, anche in seguito alla riforma delle pensioni.

Qui è interessante notare una riflessione proposta, in un video-messaggio al Salone del Risparmio, dal ministero del Welfare Elsa Fornero: i fondi pensione hanno esordito in Italia nel ’92, ma a 20 anni di distanza «possiamo dire che le aspettative siano andate deluse» sottolinea il ministro.

Forse, «all’inizio c’era un eccesso di entusiasmo», dai fondi pensione ci si aspettava che potessero rappresentare «la chiave di volta» per «curare i mali dell’economia italiana: un motore per l’investimento dei mercati finanziari, un toccasana per la popolazione che invecchia, una fonte stabile di capitali di rischio per gli investimenti delle imprese».

Non è successo, per diversi motivi fra cui una crisi che sacrifica i redditi da lavoro dipendente: i giovani con carriere precarie difficilmente si fanno convincere a investimenti per «una pensione che vedono molto lontana e in cui non hanno più fiducia».

Propensione al risparmio

Comunque, tornando al risparmio in generale, un problema fondamentale è rappresentato dalla contrazione degli investimenti, misurata da più analisi. Secondo l’ultimo Bollettino Economico della Banca d’Italia (aprile 2012), il tasso di risparmio è diminuito nel 2011 di 0,7 punti, portandosi al 12%.

Il report di Prometeia stima che la propensione al risparmio, scarsa, resterà sugli attuali livelli fino al 2014.

Oscar del risparmio

Ma chi sono i protagonisti della gestione del risparmio italiana? Il Salone è stato anche occasione per assegnare gli Oscar del Risparmio 2012.

  • Fra i promotori finanziari, statuetta a Vincenzo Chiaravalloti di Finanza & Futuro (migliori performance 2011 in termini di dimensioni di portafoglio e crescita) e a Alessandro Gambelli di San Paolo Invest, per l’attenzione verso i clienti, serietà, competenza, grande disponibilità, forte impegno al proprio aggiornamento professionale.
  • Miglior promotore finanziario junior, Giancarlo Benzo di Banca Mediolanum, che in soli tre anni ha costruito un portafoglio importante e ha realizzato anche nel 2011 una forte crescita percentuale e assoluta.
  • Miglior Area Manager, Antonio Peccati di Allianz Bank, grazie a preparazione, concretezza, attenzione ai propri uomini, capacità di sostenerli, tensione alla crescita e risultati.
  • Top manager dell’anno, Mauro Albanese di Fineco Bank, che ha completato con successo l’integrazione delle due reti Xelion e Fineco, e Stefano Volpato di Banca Mediolanum, che al suo primo anno al vertice della rete ha conseguito i migliori risultati di raccolta per il settore.
  • Miglior casa d’investimento, Franklin Templeton, per qualità del prodotto e supporto alle reti che trovano riscontro nei risultati di raccolta e nelle espressioni di preferenza che le sono state indirizzate.
  • Gli altri Oscar: Donna dell’anno, Rita Schirinzi di Invesco Asset Management, il miglior fornitore per il settore è stato Fida, la miglior redazione online Morningstar.

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