Disabilità, domande all’INPS per il progetto di vita individuale

di Barbara Weisz

7 Agosto 2026 16:00

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Con il servizio SISDA i residenti nelle province pilota inviano l'istanza e l'INPS trasmette il certificato di disabilità all'Ambito Territoriale Sociale

L’INPS ha aperto il canale telematico per chiedere il progetto di vita individuale, lo strumento centrale della riforma della disabilità. Il servizio SISDA raccoglie le istanze dei residenti nelle province dove la riforma è in sperimentazione e trasmette il certificato di disabilità all’Ambito Territoriale Sociale, che convoca poi la persona per la valutazione multidimensionale.

In sintesi:

  • il servizio “SISDA – trasmissione istanze per il progetto di vita” è stato rilasciato con il messaggio INPS n. 2550 del 4 agosto 2026;
  • le funzioni di consultazione riservate agli operatori degli Ambiti Territoriali Sociali sono descritte nel messaggio INPS n. 2551 del 4 agosto 2026;
  • il diritto a chiedere il progetto di vita è previsto dall’articolo 15 del decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62, come modificato dall’articolo 7, comma 3, lettera b), del decreto-legge 19 febbraio 2026, n. 19, convertito dalla legge 20 aprile 2026, n. 50;
  • l’istanza spetta ai residenti nelle province della sperimentazione con certificato di disabilità ai sensi dell’articolo 13 del decreto legislativo n. 62/2024 oppure con certificazione ex legge n. 104/1992 anteriore alla riforma;
  • sono escluse le persone ultrasettantenni non autosufficienti titolari di indennità di accompagnamento per invalidità civile o cecità assoluta.

Province con avvio sperimentazione progetto di vita

L’istanza telematica è riservata a chi risiede in una delle province già entrate nella sperimentazione, secondo tre scaglioni di avvio. Chi risiede altrove non può ancora usare il servizio, perché il canale segue il calendario della riforma dell’accertamento della disabilità, la cui estensione uniforme su tutto il territorio nazionale è attesa per il 1° gennaio 2027. L’elenco riportato nei messaggi n. 2550 e n. 2551 individua i territori nei quali il servizio è attivo con la relativa data di ingresso.

Avvio Province
1° gennaio 2025 Brescia, Catanzaro, Firenze, Forlì-Cesena, Frosinone, Perugia, Salerno, Sassari, Trieste
30 settembre 2025 Alessandria, Genova, Isernia, Lecce, Macerata, Matera, Palermo, Teramo, Vicenza
1° marzo 2026 Chieti, Potenza, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Caserta, Bologna, Rimini, Piacenza, Ravenna, Pordenone, Udine, Roma, La Spezia, Savona, Bergamo, Como, Milano, Mantova, Pavia, Sondrio, Ancona, Ascoli Piceno, Campobasso, Asti, Cuneo, Torino, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Catania, Messina, Arezzo, Massa Carrara, Terni, Treviso, Venezia, Verona

Requisiti per presentare l’istanza del progetto di vita

Servono due condizioni insieme: la residenza in una provincia della sperimentazione e il possesso di una certificazione valida. Le certificazioni ammesse sono alternative fra loro. La prima è la certificazione rilasciata ai sensi della legge n. 104/1992 prima della riforma della disabilità, secondo quanto previsto dall’articolo 35, comma 4, del decreto legislativo n. 62/2024. La seconda è il certificato di disabilità ai sensi del decreto legislativo n. 62/2024, nel quale deve comparire almeno una fra le seguenti condizioni:

  • invalidità civile superiore al 33%;
  • residuo visivo non superiore a 1/20 in entrambi gli occhi o nell’occhio migliore, anche con eventuale correzione, oppure residuo perimetro binoculare inferiore al 10%;
  • minorazione sensoriale dell’udito per sordità congenita o acquisita durante l’età evolutiva che abbia compromesso il normale apprendimento del linguaggio parlato, purché la sordità non sia di natura esclusivamente psichica né dipendente da causa di guerra, di lavoro o di servizio, con deficit uditivo non inferiore a 75 decibel di media tra le frequenze 500, 1000 e 2000 hertz nell’orecchio migliore acquisito entro il dodicesimo anno d’età;
  • necessità di sostegno almeno di livello lieve ai sensi dell’articolo 3, comma 2, della legge n. 104/1992;
  • per i minori, difficoltà persistenti a svolgere i compiti della propria età oppure ipoacusia con perdita uditiva superiore ai 60 decibel nell’orecchio migliore nelle frequenze di 500, 1000 e 2000 hertz;
  • per gli ultra67enni, difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età almeno di tipo lieve, corrispondenti a un’invalidità compresa tra il 33,3% e il 66,6%.

Il possesso dei requisiti apre la strada all’istanza ma non decide l’esito: la definizione del progetto di vita compete all’Ambito Territoriale Sociale ed è legata agli esiti della valutazione multidimensionale.

Ultrasettantenni non autosufficienti esclusi dall’istanza

Una categoria è fuori dal servizio: le persone anziane ultrasettantenni non autosufficienti identificabili, in base all’Allegato 3 al D.P.C.M. 5 dicembre 2013, n. 159, nei titolari di indennità di accompagnamento per invalidità civile o cecità assoluta. L’INPS motiva l’esclusione con l’attesa del consolidamento del quadro normativo riferito anche alla riforma sulle politiche in favore delle persone anziane, disciplinata dal decreto legislativo 15 marzo 2024, n. 29.

L’esclusione ricalca il calendario già fissato per la valutazione multidimensionale degli ultra70enni, rinviata al 1° gennaio 2028 su tutto il territorio nazionale. Per questa platea il canale del progetto di vita si aprirà quindi solo quando le due riforme saranno allineate.

Domanda all’INPS con il servizio SISDA

L’istanza si presenta esclusivamente in via telematica, dall’area riservata del portale INPS, seguendo il percorso “Sostegni, Sussidi e Indennità” e poi “Per disabili/invalidi/inabili”. L’accesso richiede identità digitale: SPID di livello 2 o superiore, CIE di livello 3, CNS oppure eIDAS.

Con l’invio la persona con disabilità autorizza l’INPS a trasmettere all’Ambito Territoriale Sociale competente per il comune di residenza, o all’altro ente individuato dalla normativa regionale, il certificato definitivo attestante la condizione di disabilità sia in versione omissis sia integrale, le eventuali variazioni successive, il questionario WHODAS e i dati di contatto forniti. Sarà poi l’Ambito Territoriale Sociale a contattare la persona per avviare il procedimento.

L’istanza può essere presentata dalla persona con disabilità, dal genitore in caso di minore, oppure dal tutore, dal curatore o dall’amministratore di sostegno. Per questi ultimi servono due condizioni: poteri conformi a quanto previsto nel decreto di nomina e possesso della delega SPID, CIE o CNS dell’interessato.

Domanda all’ATS, canale alternativo dell’articolo 23

Il servizio telematico non è l’unica via. L’articolo 23 del decreto legislativo n. 62/2024 consente di presentare la domanda per la predisposizione del progetto di vita in forma libera e in qualsiasi momento, presso l’Ambito Territoriale Sociale dotato di personalità giuridica ai sensi dell’articolo 8 della legge 8 novembre 2000, n. 328, del proprio comune di residenza oppure presso un altro ente individuato con legge regionale.

La differenza pratica riguarda la documentazione. Con il canale SISDA il certificato definitivo, il questionario WHODAS e i recapiti arrivano all’Ambito Territoriale Sociale direttamente dall’INPS, senza che l’interessato debba procurarseli. Con la domanda in forma libera il passaggio documentale va gestito allo sportello: proprio per questo la procedura telematica prevede anche la sola richiesta all’Istituto di trasmettere il certificato definitivo all’Ambito Territoriale Sociale.

Lavorazione istanza e chiusura procedimento

Dopo l’invio l’istanza compare nell’elenco consultabile dagli operatori dell’Ambito Territoriale Sociale, che accedono al servizio “SISDA – Consultazione istanze per il progetto di vita” previa abilitazione richiesta con il modulo AA17. Le nuove istanze sono mostrate in ordine prioritario con lo stato “Nuova” e sono ricercabili per nominativo, codice fiscale o codice DOMUS.

L’operatore apre la pagina di dettaglio con i dati anagrafici, i recapiti, la sintesi dei giudizi sulla condizione di disabilità e i documenti scaricabili. Selezionando il pulsante “Presa Visione” registra l’avvenuta consultazione e lo stato dell’istanza passa automaticamente a “in gestione all’ATS”: è il primo riscontro tracciato che il richiedente può chiedere allo sportello per sapere se la pratica è stata presa in carico.

Concluso il procedimento, l’operatore registra l’esito con il pulsante “Conclusione del procedimento” e lo stato diventa “Chiusa“. Le tipologie di esito previste sono tre:

  • progetto di vita sottoscritto, quando il progetto è stato elaborato e firmato dal richiedente, con registrazione della data di definizione;
  • rinuncia ai sensi dell’articolo 23, comma 6, del decreto legislativo n. 62/2024, quando il richiedente rinuncia al progetto;
  • decesso del richiedente.

Per le segnalazioni tecniche degli operatori l’INPS ha attivato la casella dedicata SupportoATSDisabilita@inps.it.

Contenuti del progetto di vita individuale

Il progetto di vita punta a realizzare gli obiettivi della persona con disabilità, per migliorare le condizioni personali e di salute e facilitare l’inclusione sociale. Prevede l’attivazione delle risorse e degli strumenti previsti dalla legislazione, compresi quelli destinati al superamento delle condizioni di povertà.

Un asse riguarda la libertà di scelta abitativa: il progetto favorisce la possibilità di scegliere dove vivere e con chi vivere, individuando soluzioni abitative appropriate e garantendo il diritto alla domiciliarità delle cure e dei sostegni socioassistenziali. La persona con disabilità concorre a determinarne i contenuti e può chiedere modifiche e integrazioni secondo i propri desideri, le proprie aspettative e le proprie scelte.