Il nucleare in Italia apre una nuova opportunità per la filiera industriale: MIMIT e MASE hanno avviato la raccolta delle manifestazioni di interesse delle imprese italiane per l’IPCEI INT sulle tecnologie nucleari innovative. La selezione riguarda progetti di ricerca, sviluppo, innovazione e prima applicazione industriale lungo l’intera catena del valore, mentre Nuclitalia prosegue la valutazione degli SMR più adatti al sistema energetico nazionale.
In sintesi:
- il MIMIT ha aperto la selezione italiana per l’IPCEI INT, con manifestazioni di interesse entro il 3 dicembre 2026;
- la Legge 169/2026 sul nucleare sostenibile entra in vigore il 15 ottobre e assegna al Governo dodici mesi per i decreti legislativi;
- il PNIEC ipotizza al 2050 8 GW di capacità nucleare, sufficienti nello scenario considerato a coprire circa l’11% della domanda elettrica nazionale;
- un’analisi EY dell’aprile 2026 stima per un ipotetico SMR da 100 MW un investimento di circa 610 milioni di euro e un costo medio di produzione nell’ordine di 107 euro/MWh.
- Nucleare in Italia, legge e filiera industriale
- IPCEI nucleare, selezione progetti di imprese italiane
- SMR e AMR, le tecnologie al centro del ritorno del nucleare
- Nuclitalia prepara la filiera industriale italiana
- Quanto può costare un SMR: il caso da 100 MW
- Il PNIEC prevede 8 GW di nucleare al 2050
- Confindustria sostiene il nuovo nucleare
- La roadmap del nucleare in Italia dal 2026 al 2050
Nucleare in Italia, legge e filiera industriale
Con la legge sul nucleare e l’avvio della selezione IPCEI, il ritorno dell’energia atomica in Italia ha ora una base normativa e un primo canale europeo rivolto ai progetti industriali innovativi. La Legge 29 settembre 2026, n. 169, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 227 del 30 settembre 2026, entra in vigore il 15 ottobre e affida al Governo dodici mesi per adottare i decreti legislativi.
Il Governo colloca il nuovo nucleare accanto alle rinnovabili come fonte programmabile a basse emissioni. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha indicato il 2033-2034 come possibile orizzonte per l’avvio dei primi impianti, precisando che si tratta di una stima basata sulle valutazioni disponibili e non di una data già definita.
IPCEI nucleare, selezione progetti di imprese italiane
L’IPCEI INT – Innovative Nuclear Technologies raccoglie fino al 3 dicembre 2026 le manifestazioni di interesse delle imprese italiane per progetti di ricerca, sviluppo e innovazione e di prima applicazione industriale nel settore nucleare. L’iniziativa promossa da MIMIT e MASE riguarda l’intera catena del valore e punta alla costruzione di collaborazioni industriali europee su tecnologie nucleari innovative.
L’Avviso MIMIT del 6 ottobre 2026 apre la selezione nazionale dei progetti. Il Ministero gestirà le diverse fasi di valutazione delle proposte italiane fino alla successiva notifica alla Commissione europea, inserendo così le imprese selezionate nel percorso di costituzione dell’IPCEI dedicato alle tecnologie nucleari.
SMR e AMR, le tecnologie al centro del ritorno del nucleare
Il programma italiano guarda soprattutto agli Small Modular Reactor e agli Advanced Modular Reactor, impianti di dimensioni inferiori rispetto alle grandi centrali tradizionali e progettati per utilizzare componenti modulari prodotti in fabbrica.
La scelta è coerente con la strategia europea sugli SMR e AMR. La Commissione europea punta ai primi progetti SMR nell’Unione nei primi anni Trenta e stima una capacità europea compresa tra 17 e 53 GW al 2050. La strategia COM(2026) 117 indica tra le condizioni per lo sviluppo disponibilità di capitale, standardizzazione dei progetti, tempi autorizzativi, filiere industriali e coordinamento tra autorità nazionali.
La maturità commerciale costituisce quindi una delle variabili da seguire. La Commissione censisce oltre 120 progetti SMR nel mondo in differenti stadi di sviluppo, mentre Russia e Cina hanno già collegato alla rete i primi impianti classificati come SMR. In Europa l’obiettivo è l’avvio dei primi progetti nel prossimo decennio.
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Nuclitalia prepara la filiera industriale italiana
La componente industriale italiana ruota oggi soprattutto attorno a Nuclitalia, società costituita da Enel, Ansaldo Energia e Leonardo per analizzare e selezionare le tecnologie nucleari avanzate più adatte al sistema energetico nazionale.
La società concentra l’attività iniziale sugli SMR di generazione III+ raffreddati ad acqua, con una prospettiva successiva sugli AMR di quarta generazione e, su un orizzonte più lungo, sulla fusione. Il lavoro comprende anche la ricerca di partnership industriali e programmi di co-design capaci di valorizzare fornitori, ingegneria e competenze presenti in Italia.
Per la filiera nazionale il mercato potenziale riguarda un insieme ampio di attività: componentistica, ingegneria, sistemi elettrici, automazione, cybersecurity, materiali, manutenzione e servizi specializzati. La dimensione effettiva dipenderà dalle tecnologie selezionate e dalla quota di produzione localizzata in Italia.
Quanto può costare un SMR: il caso da 100 MW
Una delle prime simulazioni economiche dedicate al mercato italiano stima in circa 610 milioni di euro l’investimento per un SMR da 100 MW. Il dato proviene dall’analisi “Nucleare Italia 2026: la rotta per gli Small Modular Reactors” pubblicata da EY e rappresenta una simulazione costruita sulle ipotesi dello studio.
| Parametro | Scenario EY per SMR da 100 MW |
|---|---|
| potenza | 100 MW |
| investimento stimato | circa 610 milioni di euro |
| produzione annua | oltre 700mila MWh |
| costo medio di produzione | circa 107 euro/MWh |
| orizzonte considerato | 25 anni di esercizio |
| rendimento potenziale | oltre il 12% nelle ipotesi dello studio |
Il valore di 107 euro/MWh misura il costo medio di generazione ottenuto con specifiche assunzioni su investimento, produzione, durata dell’impianto e utilizzo. Il futuro prezzo pagato da famiglie e imprese dipenderebbe anche dal finanziamento, dal costo del capitale, dai tempi di costruzione, da eventuali ritardi e dal modello di remunerazione.
Un’analisi di mercato condotta da EY per il periodo 2025-2026 rileva prezzi elettrici all’ingrosso, italiani compresi, tra circa 94 e 150 euro/MWh a seconda dei periodi considerati. La competitività di un futuro SMR dipenderà quindi dalla capacità di trasformare i vantaggi teorici della produzione modulare in costi industriali replicabili su più impianti.
Il PNIEC prevede 8 GW di nucleare al 2050
Lo scenario energetico nazionale assegna al nucleare circa 8 GW di capacità al 2050, equivalente nel modello del PNIEC a circa l’11% della richiesta elettrica italiana. Si tratta di uno scenario di pianificazione; capacità, localizzazione e caratteristiche dei singoli impianti dovranno essere definite attraverso i successivi progetti.
Nel PNIEC, il nucleare integra un sistema caratterizzato da una forte crescita di fotovoltaico ed eolico. Nello scenario con nucleare, il Ministero stima una minore necessità di produzione da gas naturale con cattura della CO2 e da bioenergie con CCS, oltre alla possibilità di utilizzare una parte della capacità nucleare in cogenerazione per fornire calore all’industria.
La dimensione del mercato sarebbe rilevante anche rispetto al sistema elettrico attuale. Terna indica per il 2025 un fabbisogno nazionale di 312,2 TWh, 51,8 TWh di importazioni e 4,9 TWh di esportazioni. Francia e Svizzera sono oggi tra le principali fonti dell’elettricità acquistata dall’estero.
La riduzione della dipendenza energetica è uno degli argomenti utilizzati a sostegno del nuovo programma nucleare. L’effetto effettivo sulle importazioni dipenderà dal mix elettrico futuro, dallo sviluppo delle rinnovabili, dagli accumuli, dalle interconnessioni e dalla quantità di capacità nucleare effettivamente realizzata.
Confindustria sostiene il nuovo nucleare
Le valutazioni del sistema economico e delle associazioni ambientaliste sono molto distanti. Dopo il voto definitivo del Senato, Confindustria ha associato il ritorno del nucleare a sicurezza energetica, competitività industriale e maggiore stabilità dei costi, indicando SMR e AMR tra le tecnologie su cui costruire la nuova filiera.
Greenpeace Italia, Legambiente, WWF Italia e Kyoto Club contestano la sostenibilità economica e temporale del progetto e sottolineano che gli SMR non dispongono ancora di un mercato commerciale europeo maturo. Le associazioni ritengono inoltre che gli investimenti possano sottrarre risorse allo sviluppo di rinnovabili, reti e accumuli.
La stessa strategia europea sugli SMR riconosce alcuni dei fattori economici ancora aperti: accesso ai capitali, rischio tecnologico dei primi progetti, standardizzazione e autorizzazioni. Bruxelles considera queste tecnologie una possibile componente della sicurezza energetica e della competitività industriale europea, affiancata alle fonti rinnovabili.
La roadmap del nucleare in Italia dal 2026 al 2050
La roadmap del nucleare in Italia combina provvedimenti già approvati, selezioni industriali, stime governative e scenari di lungo periodo. La sequenza consente di distinguere le scadenze definite dagli obiettivi che dipendono ancora da tecnologia, investimenti e mercato.
| Orizzonte | Stato e obiettivo |
|---|---|
| 30 settembre 2026 | pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge n. 169/2026 sulla delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile |
| 15 ottobre 2026 | entra in vigore la Legge n. 169/2026 e decorrono i dodici mesi assegnati al Governo per adottare i decreti legislativi |
| 3 dicembre 2026 | scade il termine per le manifestazioni di interesse italiane all’IPCEI INT sulle tecnologie nucleari innovative |
| fine 2026 | obiettivo dichiarato dal Governo per presentare i primi provvedimenti attuativi |
| entro il 2033 | la Commissione europea punta all’avvio dei primi progetti SMR nell’UE |
| 2033-2034 | orizzonte indicato dal ministro Pichetto Fratin per i primi impianti italiani, subordinato allo sviluppo dei progetti |
| 2050 | scenario PNIEC con circa 8 GW nucleari e copertura intorno all’11% della domanda elettrica nazionale |
Per il mercato, il prossimo banco di prova sarà la trasformazione della roadmap in progetti finanziabili e replicabili. La Legge n. 169/2026 definisce la base normativa e l’IPCEI INT apre alle imprese una selezione europea dedicata alle tecnologie nucleari innovative; la competitività economica del nucleare italiano dipenderà dalla tecnologia scelta, dal costo del capitale, dalla dimensione della filiera, dai tempi di realizzazione e dal modello di remunerazione degli investimenti.